Italia
Terme, troppi vincoli Galli spera nella Regione
Il sindaco ha ottenuto un incontro con l’assessore regionale all’urbanistica «Dobbiamo trovare il modo di concretizzare un progetto che per noi è cruciale»
CAVO. Il nome è già pronto. Si chiameranno “Le Terme della costa che brilla”. Ma c’è un ostacolo da superare, prima di passare all’attuazione del progetto. E neppure di poco conto: la burocrazia amministrativa che, almeno riferendosi al territorio elbano, rischia di ingessare ettari ed ettari di terreni del versante ex minerario, impedendone lo sviluppo. «Pur rientrando nelle nostre competenze un territorio enorme – dice il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli – noi amministratori non abbiamo la possibilità di pianificare, dal momento che i nostri possedimenti ricadono sotto vincoli paesaggistici e demaniali».
Demanio e Parco procedono di pari passo e sono i diretti referenti del paesaggio. «Se si vuole creare qualcosa che dia un impulso economico a questo versante – dice il primo cittadino di Rio Marina – la prima cosa da fare è uscire da una simile logica». Quindi svincolare il territorio. E Galli è riuscito a strappare, per i primi del mese di novembre, un incontro con l’assessore all’urbanistica regionale, Vincenzo Ceccarelli, al quale chiederà di avere la possibilità di prevedere un centro termale a Cavo.
L’antefatto.
Tutto è partito nel 2011, quando le ricerche condotte dall’Ati, composta dalle società San Giovanni e Tiemme sulle potenzialità di sfruttamento dell’acqua che usciva da un pozzo in Valle Baccetti a 47,7 gradi di temperatura, avanzarono l’ipotesi di un probabile utilizzo a scopi termali.
In parole povere era stato creato un pozzo di 2 metri di diametro, che aveva individuato l’acqua a 128 metri di profondità, con una risalita naturale di 24 metri. Dal tubo collocato all’esterno esce qualcosa come 12 litri al secondo. Ossia oltre 1 milione di litri d’acqua calda al giorno. Quanto basta per cominciare ad accarezzare progetti attorno a Valle Baccetti, se si rapporta il fenomeno in Toscana, dove “Le Terme della costa che brilla” si piazzerebbero al secondo posto, precedute solo da Saturnia.
Le analisi. Intanto, nell’attesa di avere tutti i premesse possibili per realizzare un impianto termale nella principale frazione del Comune, sono state condotte le analisi sulla qualità dell’acqua. Le quali hanno evidenziato caratteristiche eccellenti: quali valori di Ph neutro, assenza di residui di metalli. Non solo. L’acqua ha un tasso importante di carbonato di calcio e sodio, presente anche in altri centri termali del continente. Tutte caratteristiche, queste elencate, che giustificherebbero la realizzazione di uno stabilimento termale. Interessati dovrebbero essere 122 ettari di territorio compreso tra Valle Baccetti, Calcinaia e Malpertuso, per i quali il sindaco Galli chiederà lo svincolo paesaggistico. «Cambierà tutto, se riuscissimo a concretizzare il progetto – ammette ancora Renzo Galli – e non solo per il nostro Comune, ma per l’isola intera. Altro che turismo stagionale. Senza poi pensare allo sfruttamento dell’energia naturale. Le terme inserite in un ambiente di pregio com’è quello di Cavo – conclude – rappresenterebbero per noi un valore aggiunto».
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