Il Tirreno

La selezione dei rifiuti, una risorsa per l’Asiu

di Cecilia Cecchi
La selezione dei rifiuti, una risorsa per l’Asiu

Caramassi: «Dubbi sulla differenziata vengono da chi non sa e non vuole farla» Verso il passaggio a “Sei Toscana”, a Ischia di Crociano è in corso la riqualificazione

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PIOMBINO. Risanamento economico di Asiu in cima alla lista, certo, ma in cammino verso il passaggio di raccolta e spazzamento a “Sei Toscana”, si lavora anche sulla riqualificazione paesaggistica della discarica di Ischia di Crociano. Però, tra gli utenti locali, restano parecchi dubbi, che trovano eco sui social: com’è successo - il 12 settembre - quando hanno preso fuoco sfalci di potature stoccate in fondo all’impianto, ammorbando a lungo l’aria in città.

Si contesta una differenziata che non funziona come dovrebbe, ritenendo inutile soprattutto la selezione dell’umido; nonostante l’impulso del porta a porta, proprio in questi giorni, nel Comune di Campiglia (oggi pomeriggio alle 18, incontro alla delegazione di Venturina, in largo della fiera). Poi c’è ci va oltre, ipotizzando la presenza, in discarica, di buchi da destinare a rifiuti tossici.

Basta un giro all’interno per vedere che l’impianto di trattamento rifiuti è quello di un’azienda in marcia.

L’impianto comprende, tra l’altro, linee di selezione per la triturazione, la vagliatura dei rifiuti urbani indifferenziati; di stabilizzazione della frazione organica selezionata; di compostaggio del rifiuto organico da raccolta differenziata. C’è la selezione manuale e pressatura di carta e cartone, evidente all’interno del capannone per lo stoccaggio (massima attenzione in tutte le altre aree di materiali che vengono avviati a recuperi esterni tramite Revet). «Si comincia con la pesatura all’ingresso – dice il presidente, Valerio Caramassi – per poi procedere alla selezione meccanica. Tutto segnato col codice Cer, codice europeo rifiuti identificabili. La questione è molto semplice, il materiale può avere o meno valore. Che fare, mettere tutto insieme e buttare via ottenendo solo disvalore? Ipotesi surreale. Portata avanti da chi non vuol fare la differenziata, questo al di là delle interpretazioni e delle gestioni: conosco decine di aziende così, in Toscana, e posso assicurare che nessuno fa un’operazione simile. Argomenti utili per chi non sa. Qualche esempio – aggiunge – cifre: 480 euro a tonnellata per le bottiglie di plastica. Flaconi di shampoo 250 euro a tonnellata. Tutti i materiali possono dare valore, piccolo o grande che sia, importante è far bene la differenziata altrimenti si rende nullo l’impegno».

Mentre il camion Revet carica il vetro dei locali del territorio servito da Asiu, è appena arrivato un carico di sfalci di solo verde nell’area andata a fuoco di recente. Dunque l’organico. «Stesso principio – sottolinea Caramassi – l’umido ha qualità come compost, ma pure come frazione organica stabilizzata. Quest’ultima, per chi gestisce un impianto come il nostro, va comunque a recupero perché viene usata a copertura della discarica che così non dev’essere acquistata altrove».

Quelle sui buchi per i rifiuti tossici viene definita da Caramassi «un’ipotesi surreale, una delle leggende metropolitane di chi non vuol fare la differenziata. Tutto ciò che entra in discarica è pesato, analizzato, finisce su formulari che vengono firmati, con responsabilità personali. I mezzi meccanici stanno cambiando il profilo della discarica per la riqualificazione del sito. Perché ci sono le buche? Perché la discarica – conclude il presidente – è dotata di un sistema di recupero del biogas, che si forma dai rifiuti, passando attraverso tubi adeguatamente posizionati. Così si produce energia che viene rimessa in rete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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