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Pasquinelli (M5s): «Ecco come il Pd rispetta le sentenze»

 Pasquinelli (M5s): «Ecco come il Pd rispetta le sentenze»

Polemiche dopo il no alla delibera di giunta sui quartieri La replica: «Consigli senza nostri esponenti? Impensabile»

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PIOMBINO. «Parlano di democrazia, di rispetto delle sentenze e di tante belle cose. A modo loro e quando gli va bene, però…». Lo sfogo è Daniele Pasquinelli, capogruppo del M5s, e si riferisce alla vicenda dei consigli di quartiere. Una storia infinita, il cui ultimo atto (per ora) è andato in scena venerdì in consiglio comunale, dove il Pd ha bocciato la delibera… del Pd. O meglio, la maggioranza (con le astensioni di sindaco, alleati di Spirito libero e Sinistra per Piombino e di un consigliere Pd) ha votato contro l’atto presentato dall’assessore Paola Pellegrini, che prendeva atto della sentenza del Tar e ridistribuiva in qualche modo le nomine.

«C'è un regolamento - prosegue Pasquinelli - tra l’altro non scritto da noi, che parla chiaro. C’è una sentenza del Tar che ci dà ragione. Eppure i consiglieri del Pd si sono rifiutati di approvare la delibera ratificata dagli stessi uffici comunali che fino a ieri hanno difeso, anzi si erano persino risentito quando noi inviammo una lettera di diffida. Si è visto come hanno tenuto in considerazione il loro lavoro. Ora cosa faremo? Sinceramente non lo so. Siamo rimasti spiazzati anche noi. Pensavo che avrebbero votato la delibera e magari avrebbero fatto ricorso al Consiglio di Stato. Ma questo non ce lo aspettavamo davvero. Ora faremo il punto, vogliamo capire anche che margini ci sono dal punto di vista legale».

Sulla vicenda registriamo anche una nota congiunta inviata dal sindaco Massimo Giuliani e dall’assessore Paola Pellegrini: «Dal dibattito tra le diverse anime del consiglio comunale, di maggioranza e di minoranza, è chiaramente emersa l’esigenza che la discussione, a questo punto, si sposti nella sede più opportuna, cioè la commissione Statuto. Tale sede è il luogo dove l’intero arco delle forze politiche si pone l’obiettivo ambizioso di condividere idee, suggestioni, proposte e un’analisi aggiornata della realtà sociale cittadina, delle sue sensibilità e aspettative di contatto e partecipazione alla vita amministrativa e politica».

«È necessario - concludono Giuliani e Pellegrini - aprire parallelamente una campagna di ascolto per trovare insieme alla città e alle sue espressioni politiche e civili, associazionistiche e del volontariato, della cultura e del sociale, la strada per dare vita a una forma rappresentativa e democratica di decentramento che, probabilmente rinnovata, sappia mantenere e rilanciare la sua missione di strumento per una cittadinanza sempre più attiva e consapevole».

Il fatto è che, nella nuova composizione dei consigli di quartiere, non erano previsti esponenti del Pd e questo «è impensabile». Lo scrivono iconsiglieri Pd in un'altra nota: «Pur rispettando la sentenza del Tar, anche con i suoi errori, è impensabile che venga ribaltato in questi termini il principio della rappresentanza democratica. I quartieri si sono sviluppati e hanno prosperato nel tempo grazie ai volontari anche del Pd e alle associazioni, e non per una questione politica, quanto piuttosto di partecipazione civica. Il vero compito dei quartieri è questo, fare la cerniera tra i cittadini e le istituzioni di livello più alto. Noi eravamo chiamati a esprimere il nostro diritto di consiglieri comunali di pronunciarci con un voto relativamente a questa delibera di ratifica e abbiamo votato no. Comunque il mancato insediamento dei quartieri non impedisce all'amministrazione di portare avanti gli atti previsti dalla legge».

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