Il Tirreno

Quartieri, punto e a capo Il Pd boccia la delibera

di Valeria Parrini
Quartieri, punto e a capo Il Pd boccia la delibera

L’atto della giunta che accoglieva la sentenza del Tar avviando l’insediamento approvato solo dalle opposizioni. Astenuti gli alleati, il sindaco e un consigliere Pd

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PIOMBINO. Consigli di quartiere, la fumata è nera. Il Pd ha bocciato la delibera con cui venivano completate le nomine. Di fatto, è bloccato l’insediamento delle quattro realtà decentrate di Salivoli, Riotorto, Populonia-Fiorentina e Porta a terra-Desco.

L’atto, presentato dall’assessore Paola Pellegrini, era la diretta conseguenza tecnica della sentenza del Tar. Al Tribunale amministrativo regionale si era rivolto il Movimento Cinque stelle. Aveva chiesto l’annullamento delle delibere dello scorso anno con cui erano state ratificate le composizioni dei quattro consigli. Inclusi i 22 rappresentanti del Pd, indicati dal partito oltre i termini regolamentari. Perché tutto è nato da lì.

La delibera respinta ieri prendeva atto di quella sentenza e delle sue doppie conseguenze: l’azzeramento delle nomine comunicate in ritardo e, contemporaneamente, la validità di quelle comunicate entro la scadenza imposta dal regolamento.

Gli uffici del Comune hanno fatto i conti e redistribuito tra le altre forze politiche i seggi che sarebbero stati occupati dai democratici. Tutto in percentuale proporzionale ai voti ottenuti in ciascun quartiere dalle singole liste nelle ultime comunali. C’era poi un discorso di resti che avrebbe potuto far entrare gli esponenti di Svolta popolare e L’Alternativa, tagliati fuori,invece, dalla sala consiliare.

Le due formazioni non hanno presentato nomi in surroga dei consiglieri originariamente di spettanza democratica. Idem la lista Ferrari sindaco - Forza Italia, a cui non è piaciuta l’incongruenza di quell’eventuale ingresso.

Una situazione ingarbugliata, che ha prodotto una discussione lunga. E ancora polemiche. Al termine, un consiglio comunale spaccato e qualche differenziazione nella maggioranza. Che si è tradotta nelle astensioni degli alleati Spirito libero e Sinistra per Piombino e del consigliere Pd Alessandro Belmonte, figura storica del consiglio di quartiere Porta a terra Desco.

Astenuto anche il sindaco, Massimo Giuliani. Che ha sottolineato l’importanza dei quartieri come forma di partecipazione democratica del volontariato. E per questo, la mancanza del Pd, forza di maggioranza, è stata definita una stortura a cui opporre una rivisitazione del regolamento con la convocazione rapida della Commissione Statuto.

Con sfumature diverse ma conclusioni identiche, hanno approvato la delibera Ascolta Piombino, Rifondazione, Forza Italia, Un’Altra Piombino e Cinque stelle. Tutti d’accordo, intanto, sul fatto che le sentenze si rispettano. Le opposizioni hanno ricordato i tentativi andati a vuoto di una mediazione politica che evitasse il blocco dell’attività dei quartieri. Segnalando, contemporaneamente, una gestione del problema arroccata e indifendibile da parte del Pd. A partite dal tentativo di introdurre una modifica del regolamento con valore retroattivo.

Tutte accuse respinte dai democratici. «Abbiamo ammesso l’errore e preannunciato il ritardo nella presentazione dei nomi», ha detto tra l’altro Camberini mentre per il consigliere Ettore Rosalba ieri, in sala consiliarie, non c’era più spazio per un’intesa.

In attesa della riunione della Commissione statuto e dei cambiamenti nel regolamento, i quartieri non sono operativi. I pareri obbligatori - ma non vincolanti - ad esempio in materia urbanistica, non possono essere espressi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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