Il presidio
Ticciati attacca quelli che dicono di no
«Inammissibile che amministratori pubblici si rifiutino di ospitare persone in difficoltà»
CAMPIGLIA. «Il flusso migratorio che da tempo ormai coinvolge il nostro Paese e, in particolare dallo scorso aprile rende protagonisti anche il nostro comune, è un tema che non può più essere affrontato in modo emergenziale, estemporaneo e non organizzato». Così l’assessore Alberta Ticciati che parte dalle persone ospitate a Campiglia: «Sono 82, ragazzi e ragazze giovanissimi, il più grande ha 27 anni, provenienti da Ghana, Gambia, Costa d'Avorio, Mali, Nigeria, Somalia, la maggior parte in fuga da guerre civili, fame e miseria. Un numero consistente per una comunità di poco più di 13.700 abitanti che, secondo le indicazioni del ministero dell’Interno e della stessa Regione, dovrebbe ospitare 23 persone, numero indicato sulla base della proporzione 1 migrante ogni 600 abitanti, ritenuta adeguata per la migliore gestione possibile. E’ chiaro che il tema dell’immigrazione non può essere trattato come una mera questione numerica, perché si parla di persone, uomini, donne e bambini ciascuno con la propria cultura, con la proprie individualità e peculiarità; è altresì vero che per garantire una gestione adeguata, responsabile e seria del loro soggiorno non si possa prescindere dalla capacità di una comunità di soddisfare le legittime esigenze di chi risiede ed è presente su quel territorio. Il tema è globale e la responsabilità è di tutti. Nessuno può sentirsi escluso o esentato. Proprio in funzione di ciò ho appreso con rammarico e sconcerto le dichiarazioni rese note dai mezzi di informazione di alcuni amministratori e personaggi di rilievo che si sono dette contrarie e non disponibili a ospitare le persone che cercano sollievo e futuro sulla nostra terra. Le istituzioni sono i soggetti per primi chiamati a rispondere e a concertare e condividere soluzioni. Ciascuno per la propria parte, abbiamo il dovere di farci carico di un problema che non può riguardare soltanto alcuni».
«Ed è del tutto inammissibile - aggiunge Ticciati - che per sopperire alla presenza di amministrazioni che fanno un passo indietro, gli altri enti vengano gravati di un carico e un impegno che oggettivamente non sono in grado di sostenere. Questa amministrazione ha accolto sin dal primo momento e certo non si tirerà indietro in caso di bisogno, ma rinnoviamo l’invito a chi non l’ha ancora fatto ad aprire le porte delle nostre città a queste persone in difficoltà, così come molti dei nostri concittadini e parenti in cerca di un futuro migliore sono stati accolti sulle coste dell'America tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento».
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