Il Tirreno

«Incomprensibile segretezza sull’accordo»

«Incomprensibile segretezza sull’accordo»

Dopo il consiglio parla Minoranza sindacale che trova scandaloso il prezzo d’acquisto della fabbrica

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PIOMBINO. Sul consiglio comunale di lunedì scorso interviene il gruppo di Minoranza sindacale - Camping Cig. «Nonostante i limiti del regolamento e nonostante Cevital abbia respinto l'invito del Comune ad essere presente, il livello di partecipazione e dibattito ha dimostrato che avevano ragione le 4 associazioni, («Ruggero Toffolutti», Restiamo Umani, Lavoro, salute, dignità e Legambiente) le quali lo hanno chiesto senza stancarsi dallo scorso marzo. E, con esse, i consiglieri di opposizione che, facendo propria tale richiesta, hanno fatto sì che l'amministrazione comunale non potesse continuare a sottrarsi».

Per il gruppo, momenti analoghi di confronto pubblico, dovrebbero essere periodici(ogni due o tre mesi) come ripropone il documento avanzato dalle stesse associazioni. Documento che, stando alle rassicurazioni del presidente del consiglio comunale, Angelo Trotta, sarà discusso e votato al più tardi ai primi di novembre.

Nel merito, viene giudicato scandaloso il prezzo di vendita dello stabilimento a Cevital da parte del commissario governativo. «Scandaloso anche considerando i costi delle bonifiche, i quali peraltro solo in parte gravano sull'acquirente, e in gran parte invece sulle casse pubbliche. Nel corso del dibattito, è emerso pure che l'accordo sul costo dell' energia elettrica, fondamentale per la competitività dell'acciaieria con forno elettrico, nonché della Magona, è ben lontano da una conclusione. Non capiamo poi la segretezza su condizioni e impegni contenuti nell'accordo: essi riguardano il futuro della Val di Cornia e del Paese», continua il gruppo che teme che questa mancata trasparenza nasconda l'inconsistenza delle garanzie fornite da Cevital.

Questa viene definita una ragione di più per esigere nei fatti - a partire dall'incontro di oggi al Mise - il rispetto degli impegni da parte di Cevital-Aferpi, «nonché la conseguente verifica della sua effettiva solvibilità nel nostro Paese. Un modo per operare nei fatti risiede nel subordinare all'effettivo stato di avanzamento degli impianti industriali Aferpi per la produzione di acciaio la durata della concessione, da parte dell'Autorità portuale governativa, delle aree portuali (tanto care a Cevital), attualmente prevista - chiude il gruppo - per la durata sterminata di 50 anni: ci aspettiamo che istituzioni e sindacati si pronuncino in merito».

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