Il Tirreno

«Reparto fondamentale per tutta l’area»

di Guido Fiorini
«Reparto fondamentale per tutta l’area»

Dura presa di posizione del sindaco Massimo Giuliani e dell’assessore Margherita Di Giorgi: «Saccardi ci ripensi»

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PIOMBINO. No alla chiusura del Punto nascita di Piombino. Con un comunicato congiunto il sindaco Massimo Giuliani e l'assessore Margherita Di Giorgi, entrambi presenti all'incontro di venerdì scorso con l'assessore regionale Stefania Saccardi, chiariscono la posizione del Comune. E spiegano che, per Piombino, la Maternità è reparto indispensabile.

Del resto la questione sicurezza non è in discussione. Nel reparto del Villamarina non ci sono mai stati problemi di alcun genere. La soglia di sicurezza del decreto Balduzzi si ferma alla fredda logica dei numeri, partendo dal principio che medici, infermieri e ostetriche, non avendo una certa frequenza di interventi diventino meno... affidabili. Il decreto fissa la soglia a 500 parti all'anno. Eppure qualche mese prima delle elezioni regionali l'allora assessore alla sanità Marroni disse cose diverse. Chiarendo che quel freddo numero poteva essere comunque raggiunto guardando Piombino e Elba, altro caso particolare, come reparto unico. Adesso le cose cambiano, ma l'impressione è che la scelta, se andrà fino in fondo come temiano, sia dettata solo da motivi economici.

D'altra parte pare assai meno sicuro che un padre parta con la madre con le doglie in auto per fare 50 km fino a Cecina attraversando l'imbuto della 398. O che un bimbo nasca in ambulanza, invece che nel reparto. In questi giorni è anche nato il gruppo Facebook “No alla chiusura del Punta nascita di Piombino”, con oltre 2300 iscritti in poche ore.

Ecco cosa hanno scritto Giuliani e Di Giorgi. «In questo momento nulla è già deciso. Perciò non diamo niente per scontato. Tuttavia riteniamo che il punto nascita a Piombino c’è e debba rimanervi». Nelle parole di sindaco e assessore si sottolinea che non si può ridurre tutta la questione ad una mera logica dei numeri. «A nostro avviso il punto nascita deve restare a Piombino nonostante il numero di nascite previsto dal decreto Balduzzi non sia stato raggiunto, vista la particolare collocazione del nostro territorio che ha un potenziale bacino di utenza di 80mila persone. Ci sono vari elementi da tenere in considerazione nella riflessione che sicuramente farà il neoassessore Saccardi. Prima di tutto le distanze e i problemi logistici. Piombino dista 50 chilometri da Cecina e 70 da Grosseto; auspichiamo che la Regione tenga conto dell’unica strada di accesso a Piombino, un problema serio alla sicurezza delle donne in gravidanza. Non vogliamo che le partorienti piombinesi possano correre rischi di alcun genere per raggiungere punti nascite lontani dalla nostra città».

«A Piombino si nasce in sicurezza, come evidenziano gli indicatori dei parti con cesareo e la mortalità, realizzando risultati equivalenti a dell’Area Vasta nord-Ovest».

«Tra l’altro la riflessione non può prescindere dalla recente apertura del servizio di parto indolore, avvenuta lo scorso aprile. Un servizio che, nelle parole degli stessi addetti ai lavori, qualifica lo stesso punto nascita rendendolo più funzionale alle esigenze delle donne e che è uno dei servizi tra i più avanzati nella Toscana».

Quindi prima di prendere decisioni in merito alla riorganizzazione dei servizi ribadiscono la richiesta di una profonda riflessione a livello regionale e di un confronto con i territori che daranno vita al quadro di sinergie tra i presidi ospedalieri di Piombino e Cecina nel nuovo distretto socio sanitario: «È necessario valutare bene quello che si deve fare nell’ottica di un’ottimale collocazione dei servizi. Non vogliamo che nessuna ipotesi di spostamento degli stessi sia quindi valutata finché non sarà chiaro il quadro di sinergie tra Piombino e Cecina. In tale cornice c’è infatti una rete ancora tutta da costruire e che si basa sulle enormi potenzialità di entrambi i presidi ospedalieri che da una loro collaborazione potrebbero assurgere a standard di efficienza migliori degli attuali. Siamo tra le prime zone in Toscana ad aver scelto di rendere più efficiente il servizio socio-sanitario proprio in accordo con la filosofia della normativa regionale che chiede di potenziare i servizi dei presidi ospedalieri periferici».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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