Il Tirreno

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«Per il diritto alla salute serve copertura del territorio»

PIOMBINO. Non si può chiudere un reparto affermando che il problema è la sicurezza. È chiara la posizione di Spirito Libero. «Esprimiamo grande preoccupazione sull'ipotesi di preventivata chiusura...

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PIOMBINO. Non si può chiudere un reparto affermando che il problema è la sicurezza. È chiara la posizione di Spirito Libero.

«Esprimiamo grande preoccupazione sull'ipotesi di preventivata chiusura del Punto nascita di Piombino. Comprendiamo che la razionalizzazione sia fondamentale, ma come non accettiamo che qualcuno oggi affermi che, dietro la soppressione della Maternità a Villamarina, c'è il motivo della sicurezza: questa accusa non solo rappresenta un'offesa verso i nostri operatori della salute, ma è una menzogna smentita dai dati ufficiali (rapporto gravidanze/numero di cesarei; tasso di mortalità neonatale e perinatale; qualità delle strutture emergenziali per le problematiche connesse al parto; presenza di personale qualificato a garantire i servizi basilari, pulizia e igiene complessiva etc.), che da anni ci dicono che a Villamarina, seppur con numeri piccoli, si nasce in sicurezza ancor meglio che in altre realtà toscane. Il nostro reparto, rappresentando una piccola eccellenza, invece degli attacchi meriterebbe un encomio, ma se proprio di sicurezza si vuol parlare, allora si ragioni piuttosto su come e con quali mezzi si può accrescerla, si analizzino le ragioni delle fughe e si sopperisca a tutto ciò tenendo conto che il calo delle nascite è fisiologico, come mostrano gli ultimi dati regionali».

«Rimane anche difficile comprendere come il rilancio di un territorio non includa welfare e servizi senza considerare la distribuzione degli ospedali nella Regione, fortemente presente nella direttrice Firenze-Livorno (oltretutto dotata di infrastrutture) e invece scarsamente diffusa lungo costa dove tra Livorno e Grosseto (140 km) ci sono solo Cecina e Piombino, considerando Portoferraio e Massa Marittima situazioni geograficamente particolari. Non si tratta solo di saper mettere in rete l'esistente, ma anche di accesso alla ricerca, alla presenza di medici bravi e preparati che trattengano sul territorio i pazienti . Questo avviene solo con un grande ospedale o con un’eccellente organizzazione dell'esistente: tanti piccoli non fanno uno grande, specie relativamente alla destinazione degli investimenti sull'alta tecnologia di diagnostica e operatoria e se è giusto che i baricentri organizzativi siano le città universitarie (Pisa, Siena e Firenze), è altrettanto vero che la capacità di copertura assistenziale del territorio diviene il trait d'union tra la possibilità di curare e il diritto alla salute».

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