Il Tirreno

VILLAMARINA

Punto nascita a rischio, sale la protesta

di Valeria Parrini
La sala per il parto in acqua a Villamarina
◗
La sala per il parto in acqua a Villamarina

Si mobilitano le forze politiche, ma le parole dell’assessore regionale Saccardi sembrano chiudere a una nuova deroga

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Punto nascita a rischio, sale la protesta mentre deroghe dalla Regione - più volte ritenute percorribili dalla giunta piombinese - vacillano sotto le parole dell’assessore alla Sanità della Toscana.
Stefania Saccardi ha ricordato che a Villamarina i numeri non ci sono. E questo si sapeva. A fine anno i parti saranno circa 300 (non 200 come ha affermato l’assessore).


Ma soprattutto, Saccardi ha detto - e ribadito - che a Firenze l’orientamento è quello della chiusura, appannaggio di Cecina. Chiusura motivata da problemi di sicurezza, decisamente esclusi dal suo predecessore appena pochi mesi fa.
Insomma, nessuno strappo alla regola dei 500 parti annui.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.2766324:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2011/10/27/news/villamarina-tra-tante-incertezze-1.2766324]]

A breve  il sindaco Massimo Giuliani e l’assessore Margherita Di Giorgi affideranno il loro pensiero ad una nota. E’ possibile che il tentativo di salvare il reparto passi dal rispolverare l’idea dell’accorpamento da un punto di vista amministrativo, di Piombino e Portoferraio (dove nascono 200-220 bimbi ogni anno), senza escludere l’ulteriore aggancio con Cecina (dove i nati sono 700). La difesa passerebbe da un modello organizzativo in grado di superare abbondantemente i numeri necessari. Un solo ospedale articolato nei tre presìdi decentrati. Il progetto , però,, mostrerebbe la falle soprattutto per la sostenibilità economica.
Nel frattempo, altre forze politiche intervengono per opporsi alla chiusura.

Carla Bezzini (Un’altra Piombino) ricorda i 50 km da fare, magari in piena notte, magari con i dolori di parto iniziati, magari con qualche ingorgo estivo o con qualche imprevisto che non si può certo escludere in una percorrenza non proprio irrilevante non devono essere sottovalutati. «Ma questi elementi non contano nelle tabelle di calcolo, dove la fanno da padrone le cifre dei bilanci. Ora che le elezioni sono passate, - prosegue Bezzini - ci si ripara dietro la solita, ineludibile necessità del risparmio e della razionalizzazione. E ci si profonde in rassicurazioni. Il fine è uno solo: tagliare, togliere servizi e impoverire l'offerta sanitaria alle periferie, concentrando le risorse nei punti di eccellenza. La Regione ha tagliato risorse al servizio sanitario pari a 300/350 milioni e questo passa anche da una pesante penalizzazione delle realtà periferiche. Se a queste misure si aggiunge il decreto del ministro Lorenzin si ha un quadro chiaro di dove stia andando la sanità nel paese e nella regione».

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.12205546:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/10/04/news/saccardi-ortopedia-non-si-discute-1.12205546]]


«Una città dove non puoi nascere è una città morta in partenza».
Così Riccardo Gelichi, all’epoca candidato sindaco alle amministrative per Ascolta Piombino, annunciò una raccolta di firme, nel novembre 2013, in difesa del punto nascita. Gelichi non cambia impostazione. «La chiusura va scongiurata. Per la nostra città sarebbe una perdita grave. A fare i ragionieri, in sanità, si va poco lontano», afferma. Gelichi nutre un timore: Villamarina trasformata in un grande pronto soccorso. «Bene la razionalizzazione, - chiude - ma i criteri non possono essere questi. La risposta della città si preannuncia forte. Di sicuro aderiremo alla mobilitazione che i cittadini e le forze politiche metteranno in campo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.12216612:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/10/06/news/i-numeri-e-le-ragioni-di-un-eccezione-1.12216612]]

Per Marco Mosci (Sinistra per Piombino) «è inutile parlare di sicurezza quando i più vicini ospedali sono a 50-80 km di distanza. Quante mamme partoriranno in ambulanza oppure rischieranno di rimanere imbottigliate nel traffico di luglio e agosto, quando non si riesce ad uscire dalla città? Abbiano il coraggio di dire che lo fanno solo per il denaro. E si rendano conto che le complicazioni rischiano di avere gravissime conseguenze sul bimbo e sulla mamma, oltre a tradursi in ricorsi e rimborsi ai danni di Regione e Asl».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera