Il Tirreno

SPORT

Defibrillatori, un altro anno di proroga

Francesca Lenzi
Un’esercitazione all’uso del defibrillatore
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Un’esercitazione all’uso del defibrillatore

L’obbligo negli impianti sportivi doveva scattare giovedì scorso, invece entrerà in vigore solo il primo ottobre del 2016

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PIOMBINO. Nuovo rinvio sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici (Dae) all’interno degli impianti sportivi. La normativa, compresa nella legge regionale dell’8 maggio 2013, definisce condizioni e obblighi: determinato a livello nazionale nel decreto Balduzzi del 2012, con successiva circolare della Federazione medico sportiva italiana che ne fissava l’attuazione al gennaio 2016, in Toscana l’obbligo della dotazione dei defibrillatori semiautomatici era stato anticipato, proprio in ragione della legge regionale dell’8 maggio 2013, al primo gennaio 2015.

Una serie di rinvii. Quell’anticipo deciso dalla Toscana poi è diventato ritardo rispetto ai vincoli nazionali. Dopo un primo rinvio al primo ottobre 2015, nei giorni scorsi, con l’entrata in vigore ormai alle porte, si vociferava di un’ulteriore proroga al primo luglio 2016 che sarebbe stata decisa dalla 3ª commissione sanità riunita lo scorso 30 settembre. Dall’incontro è effettivamente uscita una nuova data per l’entrata in vigore della legge, ma non al primo luglio 2015, bensì al primo ottobre 2016; il tutto quindi quasi due anni dopo la prima data fissata.

Cosa dice la legge. Al di là dei rinvii, cosa dice in concreto la legge che sarà attiva, salvo ulteriori ritardi, tra 12 mesi? La normativa stabilisce l’obbligo della presenza all’interno degli impianti sportivi, nei quali si praticano attività sportive e motorio-ricreative, di un defibrillatore semiautomatico esterno, con obbligo di dotazione a carico dei gestori degli impianti o, di fronte a una pluralità di soggetti gestori, in modo congiunto. Obbligatoria anche la formazione di personale per l’uso del defibrillatore durante l’attività quotidiana.

A esercitare le funzioni di vigilanza e controllo è il Comune, sulla base di una normativa che prevede sanzioni pesanti. L’inosservanza dell’obbligo di dotazione del defibrillatore comporta infatti la chiusura dell’impianto fino all’adempimento; inoltre, l’assenza di personale abilitato durante l’orario di apertura degli impianti e l’inosservanza degli obblighi di formazione comporta a carico dei soggetti gestori una multa che va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 5.000 euro. Infine, la mancata manutenzione periodica dei defibrillatori comporta una sanzione tra i mille e i duemila euro.

Ultime modifiche. Con la riunione della commissione sanità avvenuta il 30 settembre sono state deliberate alcune modifiche alla normativa regionale. Oltre al nuovo termine, fissato come detto al primo ottobre 2016, «l’obbligo scatta solo sugli impianti sportivi e risponde alla volontà della Regione di ridurre l’incidenza dei decessi con l’uso di defibrillatori semiautomatici – come afferma il presidente della commissione, Stefano Scaramelli – Altro passaggio importante è la semplificazione burocratica che il nuovo testo introduce. A differenza di quanto previsto nel vecchio testo normativo, infatti, la nuova legge non prevede per i gestori produzione e invio di documentazione, ma solo la tenuta, presso l’impianto, del fascicolo contenente il materiale relativo al defibrillatore».

Da definire invece il soggetto responsabile della formazione. Il punto di conflitto converte infatti sulla questione che debba o meno essere a totale carico del servizio sanitario regionale. Il testo approvato non vincola a tale obbligo, rimettendo la faccenda a corsi privati. D’Altra parte Scaramelli ha anticipato che, in aula consiliare, potrebbe essere presentato un ordine del giorno per la gestione diretta da parte delle aziende sanitarie locali del servizio, al fine di organizzare la formazione in modo diretto.

«Se l’obiettivo è fare una legge che non sia solo una legge-bandiera ma innalzi i livelli di sicurezza negli impianti sportivi toscani – ha aggiunto il vicepresidente di commissione, Stefano Mugnai, Forza Italia – bisogna trovare una mediazione che permetta alle piccole associazioni e ai piccoli gruppi sportivi di non avere oneri per la formazione del personale addetto, tanto più alla luce del fatto che le aziende sanitarie hanno già l’obiettivo della sicurezza e della prevenzione».

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