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«Vanno chiuse le società originarie»

«Vanno chiuse le società originarie»

Trasporto pubblico, interviene Costa Toscana Cambiaverso: Atm non ha senso e Tiemme va superata

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PIOMBINO. Anche Costa Toscana Cambiaverso interviene sulle partecipate. E propone che, nel trasporto pubblico, siano chiuse le società originarie quando satà terminata la gara regionale. Altrimenti si moltiplicano soltano le poltrone.

«Il problema vero non è la polemica di questi giorni verso il sindaco Giuliani che si è trovato a gestire una situazione controversa. Il nodo di fondo attiene al profilo, innovatore o conservatore, con cui la politica territoriale vuole stare nella riforma regionale. La sfida che sta di fronte a noi è la seguente: cogliere la riforma regionale del trasporto pubblico per migliorare il servizio per gli utenti, difendere il lavoro, cancellare le società che non servono più, tagliare consigli di amministrazione inutili, rafforzare il ruolo pubblico nell'assemblea dei soci. La riforma regionale del trasporto pubblico è un fatto significativo, ovvero la realizzazione di una gara regionale per la gestione del servizio, per superare i tre ambiti esistenti e coinvolgere in modo positivo i soggetti privati che operano nel settore. Le aziende pubbliche, compresa Tiemme di cui facciamo parte, si sono presentate in modo serio, partecipando alla gara insieme alle altre aziende di trasporto di matrice pubblica, con soggetti privati che possono portare un contributo dinamico all'offerta. Il nostro territorio deve stare in linea con lo spirito innovatore della riforma e superare i retaggi conservatori sul mantenimento di società e consigli di amministrazione che in quest'ottica non hanno più senso se non a moltiplicare posti e ruoli che non si giustificano più. È un errore passare da Atm a Tiemme e ora alla società unica regionale tenendo in piedi anche le società originarie. Per questo noi renziani pensiamo che il Pd si debba fare portatore di una proposta chiara: in caso di affermazione del raggruppamento di cui fa parte Tiemme si lavori per consolidare un'unica grande azienda regionale del trasporto pubblico, superando gradualmente le società originarie e cancellando da subito cda e presidenze. Dobbiamo cogliere quest'occasione per ridurre le società e non per moltiplicarle. Nell'ambito dell' azienda regionale si può rafforzare il ruolo dell'assemblea dei soci dove i nostri comuni sono rappresentati e possono benissimo far valere le proprie istanze, che non necessariamente si devono concretizzare avendo posti nei Cda a carico dei cittadini. Insieme a questa proposta, ci pare del tutto sensato chiudere la vecchia Atm che davvero non ha più senso di rimanere in piedi, risolvendo con gradualità il comodato d'uso degli immobili di proprietà del comune di Piombino. C'è bisogno di scelte nette, perché il rischio è che la politica si connoti solo per le vicende legate alle nomine mentre il Pd del nostro territorio dovrebbe collocarsi alla testa di un processo innovativo, perché l'innovazione vera va fatta e non solo declamata».

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