Il Tirreno

Così vivevano gli elbani con Napoleone

Così vivevano gli elbani con Napoleone

Un progetto culturale dell’associazione “Istoriae” per far conoscere usi e costumi locali nel 1814-15

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PORTOFERRAIO. Lo scopo è far conoscere le proprie origini culturali ma anche avvicinare i giovani alla storia e alle tradizioni del territorio e dell’isola.

L’associazione culturale onlus “Istoriae”, che si occupa principalmente di valorizzare l’Elba, ha redatto un progetto e l’ha indirizzato al mondo della scuola, all’amministrazione comunale e al pubblico.

In pratica i suoi referenti si rendono disponibili ad accompagnare scolaresche o semplici cultori di tradizioni locali nei luoghi topici della città.

Il tema del progetto è il periodo napoleonico. Ma per una volta non si parlerà tanto dell’imperatore francese, quanto invece della vita quotidiana degli elbani tra il 1814 e il 1815.

«Un periodo – dice Serenella Ceccherelli, presidente e tra i fondatori dell’associazione elbana – che ha rappresentato una vera rivoluzione, in quanto per la prima volta l’Elba è unita sotto un unico sovrano, con regolamenti, leggi e bandiera propri. Un periodo che ha visto la nostra isola al centro dell’attenzione del mondo e che ha modificato la nostra vita, gli usi, la moda e la cucina».

Sul tema saranno organizzate alcune mostre alla sala di San Salvatore del centro culturale De Laugier, attigua all’archivio storico che può essere visitato avvalendosi della guida di Gloria Peria, direttrice della gestione associata degli archivi storici dell’Elba per la parte documentaristica.

Saranno esposte stampe che riproducono scene e personaggi dell’epoca, ambientazioni di ambienti privati e pubblici con arredi, quadri e accessori autentici, abiti completi di accessori realizzati su modelli originari del primo Ottocento, oltre alla presenza di personaggi in costume d’epoca che ripropongono scene di vita.

«La mostra sarà raccontata – aggiunge Serenella Ceccherelli – in modo adeguato all’età degli studenti visitatori, dalle elementari alle superiori».

Per quanto riguarda invece le visite guidate la proposta riguarda il teatro de’ Vigilanti e il Forte Inglese.

Per il primo la guida sarà Leonello Balestrini Tondi, professionista elbano che ha curato il recupero e il restauro dell’edificio. Sarà lui a raccontare la storia e le trasformazioni subite dal Seicento a oggi.

Si potranno visitare spazi normalmente chiusi al pubblico come i camerini, il resto del palco e il sottotetto. Sui palchi e in platea ci saranno personaggi in costume.

Per il Forte Inglese Balestrini sarà affiancato da Gloria Peria nel ricostruire la storia, da edificio militare ad abitazione per famiglie bisognose fino al recente recupero, anche qui personaggi in costume.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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