Il Tirreno

Tiemme, si dimette Torlai e Parodi accusa Giuliani

di Guido Fiorini
Tiemme, si dimette Torlai e Parodi accusa Giuliani

Il vicepresidente ha lasciato nel Cda di ieri a Siena, forse a sostituirlo sarà Marco Macchioni. Fulmini da Suvereto: «Ancora ingerenze del Pd»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Bufera in Tiemme, la società di trasporto pubblico di Siena, Grosseto, Arezzo e Piombino. Nel corso del cda di ieri mattina a Siena il vicepresidente Carlo Torlai, espressione della Val di Cornia, si è dimesso, dopo aver scritto una lettera ai sindaci spiegando i motivi della scelta. Voleva restare fino alla conclusione della gara per il trasporto pubblico toscano (le buste si aprono il 15 ottobre) e del resto questo gli avevano chiesto gli stessi sindaci lo scorso 27 luglio, quando fu rinnovato il Cda di Atm, l’ex società di trasporti di questa zona. Poi, ieri, il colpo di scena, che ha scatenato anche la reazione di Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto, che accusa il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, di aver fatto pressioni sullo stesso Torlai perché lasciasse. E, in effetti, Carlo Torlai non nega. Anzi.

«Quando fu rinnovato il Cda di Atm, a fine luglio scorso - racconta -, io come ex presidente ero ancora in Tiemme. Chiesi cosa avrei dovuto fare e gli stessi sindaci mi chiesero di restare fino alla conclusione della gara per il Tpl in tutta la Toscana. Del resto avevamo presentato l’offerta da poco».

E poi?

«Poi è successo che il sindaco Massimo Giuliani mi ha chiesto di dimettermi subito e io, che ho rispetto per le istituzioni, peraltro Piombino ha la maggioranza assoluta in Atm, ho fatto quello che mi è stato chiesto, scrivendo ai sindaci i motivi della mia scelta».

Quindi tutto normale?

«Insomma, a questo punto, a poco più di 15 giorni dall’apertura delle buste, peraltro sull’offerta tecnica siamo anche un pochino in vantaggio, ci avrei tenuto a restare almeno fino a metà ottobre. La scadenza naturale sarebbe stata ad aprile 2016. Insomma, lascio con amarezza. Se perderemo la gara sarò comunque responsabile per aver presentato l’offerta. Se la vinceremo a prendersi i meriti sarà un altro».

Torlai non lo dice esplicitamente, ma fa capire che dietro alla scelta del sindaco di Piombino ci sarebbero le pressioni di Marco Macchioni, nuovo presidente di Atm, per prendere il suo posto.

Certo è che la vicenda ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi.

«Poco più di 2 mesi fa il sindaco di Piombino riunì i sindaci per comunicare la sua intenzione di rinnovare il Cda di Atm. Io non ne vedevo la necessità prima della sua scadenza, nutrendo stima il lavoro svolto da Carlo Torlai alla guida della società. In quell'occasione Giuliani ribadì che avremmo rinnovato solamente il cda di Atm, ma che Torlai sarebbe rimasto nel cda di Tiemme sino all'aggiudicazione definitiva della procedura di gara regionale».

«Resto basito dalla leggerezza con cui il sindaco di Piombino e il suo partito stiano gestendo in maniera autonoma e autoreferenziale le decisioni sulle partecipate: violando leggi nazionali del loro Governo, e sostituendo a piacere senza un fondato motivo e dopo aver speso parole di apprezzamento e fiducia, presidenti e componenti dei Cda. Un sistema di potere che deve essere palesato ed interrotto per il bene comune. Se per far posto a qualche amico dell'amico e garantire uno stipendio o un posto di lavoro a qualche fedelissimo si devono togliere persone competenti e sostituirle con altri, a discapito della qualità del servizio, credo sia un gesto di estrema gravità. Io non ci sto e lo denuncio pubblicamente, aspettando risposte concrete e motivate dai diretti interessati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani