Il Tirreno

Meno abitazioni, volumi ridotti: prende forma il post ecomostro

di Luca Centini
Meno abitazioni, volumi ridotti: prende forma il post ecomostro

Il Comune ha fatto ripartire l’iter urbanistico che porterà all’approvazione del nuovo piano attuativo. Il sindaco: «Non ci saranno piani seminterrati, possiamo riempirli con gli inerti della demolizione»

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PROCCHIO. Meno appartamenti, nessun piano seminterrato e una superficie occupata sensibilmente ridotta rispetto al piano originario. Sono i termini della tabula rasa dell’ecomostro di Procchio, dal momento che la pianificazione dell’area attualmente occupata dal centro servizi è ripartita da zero. Proprio in questi giorni, il futuro dell’ecomostro, trasformato lentamente da simbolo della cementificazione e di Elbopoli a cumulo di macerie, si sta delineando. Il Comune di Marciana ha fissato i paletti che l’impresa Giusti di Pistoia dovrà rispettare, quando andrà a definire il nuovo piano attuativo, destinato a tracciare il futuro dell’area attualmente occupata dagli inerti post demolizione.

Adesso il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, conta di portare avanti le procedure urbanistiche senza intoppi e, soprattutto, di strappare dalla Provincia il via libera per lo smaltimento e il riutilizzo in loco degli inerti della demolizione, che serviranno proprio per riempire i seminterrati che non saranno parte del progetto.

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Nuova pianificazione. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale la scheda urbanistica relativa al centro servizi è stata scorporata dal regolamento urbanistico portato all’approvazione. Questo è avvenuto dopo che, nei mesi scorsi, il Comune di Marciana aveva provveduto ad annullare tutti gli atti urbanistici relativi all’area dell’ecomostro, dopo che il piano attuativo presentato dall’impresa Giusti di Pistoia era stato respinto.

In questi mesi il Comune ha recepito il contributo della Regione, che ha investito circa 5 milioni di euro per la messa in sicurezza della valle di Procchio. L’amministrazione ha apportato delle variazioni alla scheda del centro servizi, che sarà pubblicata a giorni sul Burt: a quel punto scatterà il termine dei sessanta giorni entro cui presentare le osservazioni. I contenuti della scheda rappresentano le linee guida entro cui l’impresa Giusti di Pistoia dovrà definire il nuovo piano attuativo che, ricordiamo, passerà al vaglio di Comune, Regione e Parco.

L’iter, quindi, riparte daccapo ed è legato a doppio filo alle procedure di smaltimento e di riutilizzo degli inerti post demolizione. «Confidiamo – spiega il sindaco Anna Bulgaresi – che l’avvio del nuovo percorso basti affinché la Provincia conceda l’autorizzazione ai lavori di smaltimento e riutilizzo degli inerti. I seminterrati non sono più concepiti, per questo possono essere riempiti con il materiale della demolizione. Qualora la situazione non si dovesse sbloccare, valuterò concretamente l’ipotesi di emettere un’ordinanza». La Provincia, fino ad oggi, non ha concesso l’autorizzazione, ritenendola subordinata all’approvazione definitiva del piano attuativo.

Verso il nuovo piano. La scheda urbanistica è il contenitore entro cui dovrà essere articolato il nuovo piano attuativo, che spetta all’impresa Giusti di Pistoia. E le variazioni rispetto al piano originario del centro servizi sono notevoli. Innanzitutto il costruito sarà posto a distanza di sicurezza dal fosso, al termine dei lavori di messa in sicurezza della Regione. Ma non è tutto. Il nuovo centro servizi sarà costituito da strutture di massimo due piani per un’altezza massima di otto metri, senza alcun tipo di seminterrato.

Il numero degli appartamenti previsti, una ventina in tutto, è di molto inferiore rispetto al progetto originale. Ai volumi utilizzati per il residenziale saranno affiancati volumi destinati per attrezzature ad uso pubblico (alcuni locali potrebbero essere utilizzati per una nuova casa della salute). In generale la superficie occupata dalla nuova struttura sarà ridotta in modo sensibile rispetto alla pianificazione pre Elbopoli. Il percorso è appena iniziato, ma il margine di manovra dell’impresa è già stato definito con queste modalità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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