«Pionieri della nuova portualità»
Rossi soddisfatto per la firma al ministero: un passo decisivo per l'integrazione
LIVORNO. «Ore 9,23: col ministro Graziano Delrio per la firma che avvia la fusione dei porti di Livorno e Piombino». Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, affida a Twitter la foto della firma accanto al ministro. Poi, poco dopo, tweet bis: «Le Autorità portuali si avviano così all'integrazione, Toscana pioniera della nuova portualità».
In effetti, le Autorità portuali di Livorno e di Piombino anticipano la riforma della portualità grazie al protocollo che porta le firme dei commissari Giuliano Gallanti (Livorno) e Luciano Guerrieri (Piombino), alla presenza del ministro Graziano Delrio e del governatore Enrico Rossi, oltre che del presidente di Logistica Toscana, Giovanni Bonadio.
Come sottolinea la Regione, i due enti restano formalmente autonomi ma compiono «un grosso passo avanti verso la definitiva fusione che sarà prevista dalla riforma»: in ballo già da ora «l’integrazione di procedure e personale» (anche «mettendo in comune il personale, in particolare «per gare d’appalto e progettazione) ma anche, anzi soprattutto, «la sinergia per la messa a punto dei piani strategici che le due istituzioni portuali dovranno redigere nei prossimi mesi».
Il ministro parla di accordo tra due «realtà virtuose»: è la dimostrazione – tiene a sottolineare – che «le sinergie previste dal Piano strategico della logistica e della portualità possono essere anticipate e messe in pratica con la buona amministrazione».
Rossi tira fuori il suo sogno: riguarda Livorno e Piombino che insieme diventano «la realtà portuale più attrattiva di tutto il Mediterraneo».
Il presidente Rossi ribadisce di aver fortemente voluto questo accordo: «È l'Unione Europea che ci dice di andare avanti in questa direzione, una strada che inizia oggi e che permetterà agli approdi toscani di entrare a fare parte della famiglia dei porti europei».
Al momento di firmare, il governatore ha tirato fuori una battuta: «In Toscana accadono cose finora mai viste: prima si mettono insieme Pisa e Firenze per gli aeroporti, oggi Livorno e Piombino per i porti».
Una sottolineatura del genere arriva anche dal viceministro Riccardo Nencini: «Dopo l'unione societaria aeroportuale tra Pisa e Firenze anche i porti di Livorno e di Piombino hanno scelto la strada di “colpire” uniti. La scelta giusta per giocare un ruolo centrale nel Mediterraneo e per competere con sistemi portuali agguerriti. La scelta giusta per stare da protagonisti nella globalizzazione».
Plaude a questa direzione di marcia anche la federazione del Prc; è «sicuramente un fatto concreto che va nell’indirizzo che noi di Rifondazione abbiamo indicato a più riprese», dice Vladimirio Mannocci, responsabile lavoro.
Anche Antonio Mazzeo, presidente della Commissione regionale per la ripresa della Toscana costiera, plaude a «una bella notizia che va nella direzione che auspichiamo da tempo», nel segno di «uno sviluppo integrato dell'area costiera» (che «auguriamo possa presto includere anche il porto di Carrara»). Per l'esponente Pd è in ballo la chance di «diventare un grande polo di attrazione sia a livello turistico sia a livello commerciale»: l'interazione «con l'aeroporto di Pisa e con l'interporto di Guasticce» – afferma – farà ingranare la marcia «a tutta l'area tirrenica» diventando «il motore» della regione.
In campo anche Gianni Anselmi, ex sindaco di Piombino e consigliere regionale Pd: dice che così «si gettano le basi per la creazione di un sistema portuale integrato fra i più competitivi d'Europa», anche perché – suggerisce – «gli investimenti pubblici già promossi e in via di completamento nello scalo di Piombino, quelli previsti nella Darsena Europa a Livorno e quelli privati già mobilitati e potenzialmente attivabili sono la chiave per rendere l'area costiera toscana un fattore di innovazione e sviluppo nuovo». Auspicando l’allargamento anche a Carrara, Anselmi rileva che «sarà potenziando la logica di integrazione fra i due porti e le naturali relazioni che essi hanno con l'area pisana da un lato e con l'ambito della Toscana del sud dall'altro che il nostro sistema costiero potrà dispiegare appieno nelle reti europee».
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