«Soffritti si ravvede ora ma sulle cave servono fatti»
Comune dei cittadini sorpreso dalle parole del sindaco sullo stop alle estrazioni «Dice ciò che sosteniamo da anni ed è in contrasto con quanto fa il Pd locale»
CAMPIGLIA. Si accende il dibattito politico sul futuro delle cave, che, c’è da scommetterci, avrà un respiro più ampio di quello cittadino. A innescare la miccia, le recenti dichiarazioni di Rossana Soffritti, che ha affermato che le attività estrattive dovranno avere un termine, col reimpiego dei materiali e non più il consumo.
Parole che hanno meravigliato la lista Comune dei cittadini, perché sarebbero in contrasto con quanto la locale politica piddina, in tema di cave, ha fatto finora. «Il sindaco dice oggi le cose che abbiamo proposto per lunghi anni e che ha sempre respinto – attacca Cdc in una nota -. E’ il caso di ricordare che questa amministrazione e il gruppo dirigente Pd hanno sostenuto cose ben diverse da quelle che dicono: permettendo di scavare il doppio dei volumi (da 4.8 milioni a 8,5 milioni metri cubi) della cava di Monte Calvi, e la condivisione del piano provinciale delle Attività estrattive che prevede ancora escavazioni, classifica Campiglia come «distretto regionale per le cave» e crea le condizioni per un prolungamento delle attività di cava fino al 2024 senza modifiche ai volumi. Cosa ancora più contraddittoria con quello che vanno affermando, il piano provinciale non prevede neppure un grammo di materiali riciclati in sostituzione dei materiali di cava».
Per il primo cittadino il modello di sviluppo delle cave deve incentrarsi sulla difesa dell’ambiente, e la moderna imprenditoria basarsi sul riuso e riciclo dei materiali. Cose da tempo sostenute da Cdc. «In politica non c'è più limite all'incoerenza. Ma è sempre meglio tardi che mai – prosegue la nota -. Dopo i ravvedimenti delle parole attendiamo ora la coerenza dei fatti. Comune dei cittadini, da anni, sostiene la strategia del recupero dei rifiuti industriali in sostituzione dei prelievi d'inerti dalle colline e sollecita piani di riconversione produttiva delle attività di cava in grado di garantire l'occupazione. Il recupero dei rifiuti industriali è sicuramente un campo per la riconversione occupazionale, come lo sono il ripristino ambientale delle colline, lo sviluppo di attività come il parco archeo-minerario di San Silvestro e del turismo in generale. Non abbiamo mai immaginato la chiusura immediata delle cave, ma precisi programmi di riconversione in tempi definiti, valutando le diverse situazioni produttive e ambientali delle cave presenti nel comune. Cosa che il Comune di Campiglia ha fino ad oggi sempre respinto». Vicende, tutte queste, ricordate “per onestà verso i cittadini”, sostiene Cdc, che conclude: «Con altrettanta chiarezza diciamo che condividiamo le parole pronunciate dal segretario del Pd Fabiani, dal sindaco Soffritti e dalla nuova dirigenza di Asiu. Abbiamo anche apprezzato la disponibilità di Cave di Campiglia a rilevare azioni di Tap: ora però si faccia sul serio, con i fatti».
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