Porti, Livorno e Piombino anticipano la fusione
Giovedì a Roma Guerrieri e Gallanti firmano con Delrio e Rossi un protocollo d’intesa per sancire ufficialmente l’inizio di un percorso che porterà all’accorpamento
PIOMBINO. Livorno e Piombino giocano d’anticipo rispetto alla riforma dei porti e si uniscono in una sinergia che sembra tanto un antipasto dell’accorpamento che avverrà quando il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, presenterà il decreto attuativo che rivoluzionerà il sistema portuale italiano.
A meno di rinvii dell’ultima ora, giovedì24 settembre è in programma a Roma la firma di un protocollo d’intesa tra le due Autorità portuali della nostra provincia, che sancirà ufficialmente l'inizio di un percorso condiviso.
A firmarlo saranno da una parte i due commissari, Giuliano Gallanti e Luciano Guerrieri, dall’altra il ministro Delrio e il governatore Enrico Rossi.
Sulla firma e sui contenuti del protocollo, dalle due Authority non trapelano dettagli, ma un dato importante c’è: il fatto che l’accordo venga siglato al ministero dei Trasporti è la certificazione che la riforma dei porti andrà nella direzione conosciuta finora, cioé che l’unione Livorno-Piombino è ormai assodata per quanto non ancora ufficiale.
Resta da capire in che modo questo assaggio di sinergia potrà concretizzarsi. Quando infatti scatterà la fusione delle Authority, strategie e strumenti di programmazione - a partire dal piano regolatore e dal piano operativo triennale - avranno un’unica mente e faranno parte di un disegno comune.
Fino a quel momento però - è chiaro - certi meccanismi comuni saranno meno semplici da realizzarsi, seppur all’interno di un disegno più globale di carattere regionale.
Dell’ipotesi di fusione Piombino-Livorno parlò esplicitamente in luglio Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e vicesegretario nazionale del Pd (con responsabilità specifica su trasporti e infrastrutture, spiegando che «certamente ci sarà un’Autorità portuale della Toscana, che necessita di mettere insieme Livorno e Piombino». Soffermandosi sul fatto che entrambe le città hanno visto l’approvazione dei piani regolatori del porto, Serracchiani sostenne che «è importante continuare a lavorare laddove sono state individuate priorità negli accordi di programma come Livorno e Piombino. Tanto l’uno come l’altro accordo sono tra le priorità del piano strategico: dobbiamo far camminare parallelamente da una parte la riforma dei porti e dall'altra la realizzazione degli accordi di programma».
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