Il Tirreno

Seal interessata a Rimateria per smaltire l’amianto

di Guido Fiorini
Seal interessata a Rimateria per smaltire l’amianto

La società livornese apprezza il progetto di Caramassi. Parla il presidente: «Ci mettiamo a disposizione per fare anche noi la nostra parte»

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PIOMBINO. Dopo Cave di Campiglia anche Seal (Servizi ecologici ambientali Livorno), società livornese che si occupa di bonifiche di amianto, è interessata al progetto Rimateria, la “vecchia” Tap.

Tutti gli ingressi nel capitale della società saranno effettuati tramite gara, ma l’interesse della società controllata al 100% dal Gruppo Cft conferma che la strada intrapresa è quella giusta e che Rimateria ha la tecnologia necessaria per la gestione delle ingenti quantità di amianto che saranno generate dalle demolizioni della fabbrica e dalle dismissioni delle navi al porto.

«Rimateria - dicono dopo aver letto le dichiarazioni del presidente Caramassi uscite sul Tirreno - è un progetto di rilievo, in grado di mettere in rete importanti realtà e professionalità del nostro territorio, creando una filiera produttiva competitiva e qualificata nell'ambito dei rifiuti e del riciclo».

Per questa ragione la società manifesta il suo interesse a approfondire e a partecipare al progetto. Del resto Seal ha già fatto bonifiche per l’amianto nell’ex Lucchini, portandolo poi fino in Germania a Heidelbergh, dove veniva poi smaltito, con costi enormi.

«Dato il nostro know how, il rapporto con il territorio e la profonda conoscenza degli impianti ex Lucchini - dichiara Claudio Torchia, presidente Seal - ci mettiamo a disposizione per fare anche noi la nostra parte. A Rimateria, un progetto toscano per la Toscana, diciamo: noi ci siamo».

Proprio ieri l’Ona (Osservatorio nazionale sull’amianto) ha tenuto un convegno a Firenze sul problema: «L'Osservatorio nazionale sull'amianto - ha detto il presidente Ezio Bonanni - ritiene opportuno attivare percorsi virtuosi di valorizzazione delle autonomie locali e delle attività delle associazioni, compresi gli ordini professionali, per realizzare dei progetti sulle singole realtà ed emergenze, d'intesa con il Governo nazionale e con l'utilizzo della leva fiscale e dei fondi strutturali europei. Anche iniziative che comportino il rinnovamento e l'ammodernamento delle infrastrutture e del sistema industriale in modo da coniugare lo sviluppo e la tutela della salute e dell'ambiente ed evitare così future esposizioni, malattie e decessi, e quindi risparmiare sofferenze di famiglie e di interi territori e anche spese sanitarie e previdenziali. Non così purtroppo le istituzioni nazionali. Ancora si predilige l'aspetto indennitario-risarcitorio, che porta ad assenza di bonifica e quindi ad agire con l'indennizzo per le vittime».

A Piombino il problema è reale. E andrà gestito in modo corretto. L’amianto diventa pericoloso se lasciato abbandonato, se non smaltito in modo corretto, se si fa finta di niente e si ammucchia come spesso è successo. Rimateria e Seal possono essere una prima risposta. Staremo a vedere.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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