Il Tirreno

«Aferpi, troppi ritardi ora servono i fatti»

di Cristiano Lozito
«Aferpi, troppi ritardi ora servono i fatti»

La conferma dei progetti da parte dell’azienda non basta al sindacato «Sulle dismissioni e sul forno elettrico nessuna certezza su tempi e modi»

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PIOMBINO. L’uscita ufficiale di Aferpi, la prima due mesi dopo l’acquisto della Lucchini, in cui l’azienda algerina ha confermato il suo piano industriale, stempera la tensione ma non scioglie le preoccupazioni del sindacato.

Per Fim, Fiom e Uilm le rassicurazioni fornite dall’Ad Farid Tidjani col suo comunicato e dal patron Issad Rebrab al ministro Federica Guidi, sul mantenimento degli impegni, ora devono essere confermate dai fatti. Richiesta accompagnata dall’annuncio che se non ci saranno risposte concrete, Fim, Fiom e Uilm sono pronte «a organizzare una nuova mobilitazione a partire dal mese di ottobre per richiamare Aferpi e il Governo al rispetto degli accordi sottoscritti».

Naturalmente continua a essere considerata positivamente la prospettiva del progetti complessivi del gruppo algerino, «ma oggi devono concretizzarsi i progetti che alla fine di giugno abbiamo concordato. Gli investimenti che consentiranno di tornare a produrre acciaio a Piombino, con l’acquisto del nuovo forno elettrico non possono più attendere».

Per i metalmeccanici dunque «il piano Aferpi è ambizioso, ma molti impegni presenti nella tabella di marcia non sono ancora stati rispettati sul piano cronologico e questi continui ritardi ci preoccupano molto». Fim, Fiom e Uilm ora vogliono un faccia a faccia con Issad Rebrab, ma già hanno espresso i propri dubbi «nel recente incontro con la dirigenza aziendale, dove sono stati anche discussi i livelli di solidarietà da mantenere e alcuni aspetti di gestione quotidiana adottati dall’azienda che non condividiamo».

Preoccupazioni che hanno una base concreta, spiega il sindacato, e «alimentate dal fatto che non risulta ancora ufficiale il tipo di forno elettrico che deve essere ordinato e neanche i suoi precisi tempi di realizzazione che invece dovevano già essere ben definiti assieme all’ordine stesso. Inoltre abbiamo appreso solo dai giornali e in modo piuttosto improvviso, che potrebbero esserci dei cambiamenti all’interno del circuito manageriale di Aferpi e non possiamo assolutamente permettere che questo possa causare ulteriori ritardi».

Anche sull’annuncio di Aferpi che lo smantellamento della vecchia acciaieria inizierà nel giro di poche settimane, il giudizio è prudente: «All’atto pratico non abbiamo ancora visto neanche la partenza di tutto ciò – dicono Fim, Fiom e Uilm - e il tempo corre. Bisogna passare subito dalle parole ai fatti concreti».

Da qui l’urgenza di avere risposte sui tempi: i ritardi accumulati e l’annuncio dell’azienda che di piani concreti per agroalimentare e logistica portuale si parlerà solo all’inizio del 2016, fa infatti temere al sindacato che la data di fine 2016-inizio 2017, in cui i tre progetti di Cevital avrebbero dovuto riassorbire tutti i lavoratori ex Lucchini, sia un obiettivo sempre più difficile da raggiungere.

Anche per questo il sindacato giudica prioritario la richiesta di incontro al ministero dello Sviluppo economico, presentata da tempo dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm: «Il ministero è la sede in cui sono stati sottoscritti impegni vincolanti per il Gruppo Cevital – spiega il sindacato – e quindi nella sede governativa contiamo di avere risposte precise sull’avanzamento complessivo di tutto il piano industriale e sulle prospettive occupazionali che ad esso seguiranno».

Ma intanto i contatti proseguono anche sull’andamento del lavoro in fabbrica: «L’azienda deve rispettare le quote della solidarietà e far rientrare i lavoratori che adesso si trovano in cig». Infine il tema del tfr nella passività, su cui Fim, Fiom e Uilm spiegano di aver «già avuto un primo incontro con la direzione Inps. Attendiamo risposte a breve in merito alla nostra richiesta di poter accedere al fondo di garanzia e liquidare le spettanze a tutti i lavoratori , sia quelli passati ad Aferpi che a coloro ancora in Lucchini amministrazione straordinaria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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