Il Tirreno

Vendemmia di qualità ma con l’incubo cinghiali

Le viti alla Sughere del Montefico
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Le viti alla Sughere del Montefico

Alle Sughere gli ungulati hanno “bevuto” 20mila bottiglie nonostante le recinzioni. Nel complesso i produttori sono soddisfatti: «Uve sane e mature al punto giusto»

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PORTOFERRAIO. Vendemmia in corso nell’isola e mentre tutto va a gonfie vele con la previsione di un’annata di ottima qualità, emergono di nuovo i danni da cinghiali: alle Sughere si ipotizzano oltre 20 mila bottiglie in meno; se le sono “bevute” gli ungulati che hanno fatto fuori molti vitigni. Sono in tutto 150 gli ettari di vigneti elbani, iscritti alla Doc, che producono di solito circa 400.000 bottiglie annue e vedono uomini e donne, circa 200, all'opera per la raccolta delle uve. Dopo un'estate di bel tempo si profila un raccolto capace di produrre vino di elevata qualità.
Trenta sono i produttori del Consorzio di tutela dei vini Doc guidato da Marcello Fioretti, della tenuta Acquabona e 16 imbottigliano in proprio.

«Grazie alle condizioni climatiche favorevoli, minima piovosità ed alta insolazione, quest'anno la vendemmia- dice Giulia Spada, agronoma per Le Sughere Montefico.- è stata ottima per grado zuccherino e per qualità dell'uva, la pressione delle malattie crittogame è stata minima. Ma la grande piaga sono stati i cinghiali, che hanno letteralmente divorato un terzo della produzione. Noi produciamo 80 mila bottiglie l'anno: un danno notevole. Il peggio si è avuto al Montefico di Rio Marina e nelle vigne di Capoliveri. Tutti i nostri campi sono protetti da recinzioni elettriche contro gli ungulati, ma ciò non ha impedito il saccheggio (vedasi foto). 3-4 ettari se ne sono andati e non capiamo come, faremo indagini: è un mistero. La nostra azienda ha un contesto ambientale di biodiversità elevata che si traduce in produzioni di estrema qualità».

Buone impressioni circa la qualità del vino le hanno anche i titolari del Montefabbrello: «Abbiamo iniziato la vendemmia subito dopo ferragosto con il Sauvignon Blanc per fare il nostro Contessa Castori, Elba bianco Doc - dice Dimitri Galletti, che produce anche il grano - al momento sta andando bene le uve sono sane. Abbiamo anche cominciato con la raccolta del Moscato passito. Che il tempo regga, senza sorprese».

Secondo la tenuta La Chiusa la vendemmia ha evidenziato un «grande anticipo di maturazione - dice Arianna Negri dell'azienda agricola- che aveva determinato l'estate calda, si è poi arrestato grazie anche alle piogge degli ultimi tempi e all'abbassamento delle temperature, soprattutto nelle ore serali. Questo promette quindi una buona maturazione aromatica. Solo le varietà più precoci sono state raccolte con anticipo rispetto al normale, procederemo questa settimana alla raccolta di Vermentino e Trebbiano e subito a seguire il sangiovese. Sicuramente la fermentazione e le lavorazioni di cantina devono definire la qualità del vino che andremo a fare, ma indubbiamente sanità delle uve e il loro procedere spedito verso la maturazione, sono indici positivi. Avanti col tempo stabile, speriamo».

Secondo Antonio Arrighi, presidente dell'Ais e titolare dell’azienda a Porto Azzurro, «le uve precoci come lo Chardonnay e il Viognier sono sane e mature. Sto per iniziare con le uve Syrah e Sangiovese. Si prevede un’annata notevole, anche l’Aleatico è molto bello diversamente dallo scorso anno. Il clima continua ad essere ideale per la maturazione delle altre uve ancora sulla pianta». «Sarà una stagione ottima – conclude Italo Sapere – ma è ancora presto per azzardare numeri e quantità». Dopo un 2014 difficile, insomma, ci sono tutti i presupposti affinché i vinificatori elbani si prendano una bella rivincita.
 

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