Il Tirreno

«Con la riforma sanitaria, servizi peggiori»

 «Con la riforma sanitaria, servizi peggiori»

Cittadini preoccupati per il rischio che i piani regionali indeboliscano l’ospedale di Villamarina

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PIOMBINO. Tour delle provette e il futuro di Villamarina. I problemi sanitari sono al centro di segnalazioni, telefoniche e non. Una lettera in particolare, quella di Aura Giovannelli, evidenzia le preoccupazioni per il futuro dei servizi nel territorio piombinese in relazione alla riforma sanitaria regionale.

«E' ormai un dato di fatto - afferma - 1o smantellamento, incomprensibile ed ingiustificabile, dell'ospedale, attraverso il trasferimento di servizi e personale in altre sedi. Vedi il prossimo passaggio di altri esami a Livorno e relativo trasferimento degli addetti. Questa politica - prosegue - è chiaramente in contrasto con le esigenze degli utenti, in quanto deteriora la qualità di assistenza e cura».

La lettrice prosegue: «Non ci vengano a raccontare che il riordino della Sanita produrrà una sbandierata efficienza e qualità dei servizi. La riforma rafforzerà a dismisura solo i centri di potere a discapito di un Sistema sanitario regionale che era stato giudicato tra i migliori in Italia».

Il timore è che l'accorpamento delle Asl abbia come risultato solamente un accentramento di competenze e servizi che ne peggiorerà la funzionalita.

«Le lamentele espresse dai singoli - sottolinea Aura Giovannelli - sono purtroppo voci nel deserto, rimangono senza effetto. Ma le altre voci, che sarebbero invece state autorevoli e determinanti, che cosa hanno fatto? Poco o niente».

La lettrice si riferisce in particolare all'amministrazione comunale che, nella figura del sindaco, «avrebbe dovuto garantire la qualità dell'assistenza sanitaria ai propri cittadini, ed ai sindacati tutti, pronti ad indire manifestazioni di massa per altre problematiche giuste e sacrosante, ma che non hanno fatto altrettanto per il problema dell’ospedale».

Sarebbe mancata una presa di posizione dei partiti, «specialmente del partito che rappresenta l'amministraziore comunale, la cui azione coraggiosa, ferma e decisa, infischiandosene se in contrasto con i dictat della Regione, avrebbe spronato a prendere voce anche i cittadini piu riluttanti politicamente. E adesso che fare? Singolarmente ben poco, sono le istituzioni politiche e sindacali - chiude la lettrice - che devono trovare il coraggio di venire allo scoperto, dare voce alla propria coscienza ed arginare questa scellerata azione che porterà l'ospedale a diventare poco più di un ambulatorio».

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