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Halys, nell’albo d’oro Atp un campione del futuro
Pubblico record per la finalissima del decimo torneo “Città di Piombino”. E dopo un’edizione di grande successo gli organizzatori pensano già al 2016
PIOMBINO. Quentin Halys è il campione del decimo “Città di Piombino”, e non è difficile immaginarsi che presto la faccia di quel ragazzo la vedremo in tv, nel grandi tornei, per la facilità con cui gioca, per la maturità dimostrata nonostante i suoi 18 anni, per il gran fisico che nel tennis è una componente importante.
L’Atp può dirsi soddisfatta di avere un campione potenziale nel suo albo d’oro, ma la soddisfazione di chi organizza quest’anno va oltre la questione meramente tecnica. La finale contro Edoardo Eremin (battuto 6-3 6-4) ha mostrato quanto il pubblico piombinese sia affezionato a un evento che da dieci anni per una settimana offre gratuitamente un grande spettacolo: la tribuna da 500 posti ormai non basta più, quest’anno per la finale la gente era appollaiata in ogni angolo del circolo.
Il torneo, più in generale, ha confermato come questa città, con la tenacia e l’umiltà che sono i suoi segni distintivi, possa raggiungere obiettivi importanti, coltivando qualità come l’accoglienza e la capacità organizzativa, senza mai sbandare nei momenti difficili.
L’opinione dei tennisti che ogni anno giocano a Piombino, è che il torneo Itf dell’Atp per il pubblico, la capacità organizzativa dello staff e la qualità degli impianti – rinnovati grazie all’impegno della Regione e del Comune che hanno inteso le potenzialità dello sport come veicolo di un’immagine moderna e positiva della città – vale almeno un challenger, ossia uno di quei tornei con un montepremi 5-6 volte superiore a quello della manifestazione piombinese.
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Ma otto anni consecutivi di crisi, la mancanza di un main sponsor, hanno messo a dura prova i dirigenti dell’Atp. La scelta è stata quella di provarci comunque: nuovi sponsor si sono avvicinati, tutti i tagli possibili sono stati operati, in tanti hanno dato una mano – in qualche caso molto consistente – anche senza voler apparire. Così la splendida macchina umana dell’Atp si è messa in moto: una cinquantina di persone tra le ragazze dell’help desk, direzione, segreteria, ristorazione, custodi, autisti, giudici di linea, raccattapalle, fotografi, speaker, medico, fisioterapisti, accordatori, “Marisa” che ha offerto il tradizionale e ricchissimo banchetto finale.
E’ grazie a loro che dopo mesi di fatiche, di mugugni, con qualche momento di depressione, è stato raggiunto un grande risultato: mostrare che questa città può fare qualsiasi cosa a patto di volerlo davvero e di avere il coraggio di provarci. E alla serata finale, guardando tutti questi volontari, cogliendo la gioia dei bambini-raccattapalle, sentendo l’entusiasmo del pubblico, quelli dell’Atp si sono lanciati uno sguardo che significava: «Oh, è stata dura. Ma l’anno prossimo lo rifacciamo...».
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