Il Tirreno

Lavori al Volterraio, il castello riapre nella primavera 2016

di Luigi Cignoni
Lavori al Volterraio, il castello riapre nella primavera 2016

Sammuri: «Il cantiere sta marciando a ritmo spedito» Sarà recuperata anche la chiesetta di San Leonardo

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RIO NELL’ELBA. Sarà l'ultima estate in cui vedremo il castello del Volterraio ridotto a ombra di se stesso, lasciato cadere a pezzi nell'incuria secolare, nonostante che il suo fascino avvolto nel mistero non sia affatto diminuito nel tempo.

Lo rivedremo nei prossimi mesi (l’inaugurazione e la riapertura al pubblico del maniero medievale è prevista nella primavera 2016) restituito alla sua funzione primitiva. Che era quella di avvistamento di legni nemici diretti verso le coste isolane e di protezione della popolazione indigena nei casi di razzie turchesche.

«I lavori di ripristino del Volterraio – dice Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, che ne è diventato proprietario nel 2002 dopo il pagamento di un miliardo e 200 milioni di vecchie lire – procedono secondo i tempi dettati dal programma e dalle ditte esecutrici dell’intervento, la ‘Trilite’ di Frosinone e la ‘Ri.Pa’ di Guerino Panaro di Caserta. Dopo la lunga parentesi primaverile durante la quale gli operai e anche l’elicottero addetto al trasporto del materiale non hanno potuto lavorare per le avverse condizioni meteorologiche, ora, invece, si marcia a pieno regime».

Dalla strada i progressi dell'intervento si vedono. La torre principale è stata interamente imbracata da tubi metallici, mentre si stanno recuperando e risanando le sue strutture murarie. Nelle settimane scorse c’è stato un sopralluogo da parte della Soprintendenza che segue da vicino l’intervento di ristrutturazione della fortezza medievale e da parte dello stesso Parco. «La Soprintendenza ci ha dato – continua ancora il presidente – alcuni suggerimenti che abbiamo trasmesso al direttore dei lavori che ne terrà sicuramente conto».

L’architetto Gallo che ha elaborato l’intero progetto di restauro ha tenuto presente due aspetti fondamentali. Il primo consiste nell’evitare ulteriori crolli. Il secondo nella riappropriazione funzionale originaria del maniero. Che consiste nell’ospitare una guarnigione militare per il controllo del territorio e difenderlo da eventuali invasori. Per questo, si provvederà alla ricostruzione del "Camminamento di Ronda" che circonda il forte e rifarlo il più possibile simile all’originale.

Si partirà con il ripristino del primo lotto, degli archi e della passerella in legno che portava alla torre principale dove attualmente si sta lavorando. Per passare poi al secondo lotto. Ma non si guarda soltanto al perimetro della rocca medievale.

Poco distante da essa, sul crinale della collina, si trova la cappella medievale di San Leonardo, protettore contro i pirati, usata e frequentata dai soldati e dalla popolazione del luogo fino al 1688. A partire dal 1696 però il governatore Tornaquinci fece erigere una cappella all’interno della piazzaforte per ragioni di sicurezza e san Leonardo cadde così nell’abbandono. Dismessa e perduta per sempre la funzione di culto, l’edificio divenne anche ripostiglio di materiale e stalla.

Oggi, dopo secoli, si pensa di recuperarlo e inserirlo nel percorso storico-naturalistico e culturale che parte dalle emergenze di Rio Elba (resti archeologici di Grassera, romitorio di Santa Caterina), passa appunto dal castello del Volterraio e raggiunge Magazzini (chiesetta delle Trane e siti etruschi). Non solo.

Il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano accarezza l’idea di destinare in fondo valle un’area a parcheggio per autovetture e prevedere una navetta con guida che trasporti i turisti fin sotto il castello del Volterraio e iniziare da qui la visita.

«Ci stiamo lavorando – conclude Sammuri – e come abbiamo fatto a Giannutri alla villa romana intenderemo ripetere l'esperimento anche per il Volterraio». Ci sono tutti gli ingredienti perché ritorni a risplendere come una volta la sentinella dell’Elba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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