Il presidio
«Ponte vietato dopo 6 anni...siamo su Scherzi a parte»
L’ordinanza del sindaco per la mancanza del collaudo fa arrabbiare gli esercenti. Intanto il nastro viene strappato e i turisti transitano come se nulla fosse
RIO NELL'ELBA. Gli ingredienti per uno scherzo memorabile ci sono tutti. C’è il ponte messo a punto sei anni fa che viene chiuso perché manca il collaudo. Ci sono i turisti e gli esercenti di Bagnaia sbigottiti e le decine di telefonate indirizzate agli uffici del Comune di Rio nell’Elba.
C’è persino un percorso alternativo che, in fondo, tanto in sicurezza non sembra, visto che la staccionata a lato del fosso è segnalata da cima a fondo con il nastro rosso e bianco. E infine, tanto per non farsi mancare nulla, c’è il nastro a chiusura del ponte, applicato in seguito all’ordinanza del sindaco Claudio De Santi, che è volato via, con i bagnanti che - come se nulla fosse - transitano dal ponte sbattendosene del divieto. Uno scherzo, dunque, e invece no: questo è quanto accaduto nella frazione di Bagnaia, nella zona che fa riferimento al Comune di Rio nell’Elba. Cerchiamo di fare un po’ d’ordine su quanto accaduto nelle ultime ore.
Il ponte chiuso. Nella tarda mattinata di martedì il personale del Comune di Rio nell’Elba si reca a Bagnaia. Vengono appesi i fogli che riportano l’ordinanza firmata dal sindaco Claudio De Santi, il ponte che attraversa il fosso e permette il collegamento tra la piazza e la zona riese della frazione viene chiuso con il nastro rosso e bianco. Il motivo? L’infrastruttura è priva di collaudo. Uno scenario che potrebbe anche starci, se non fosse per un “dettaglio”: gli ultimi lavori compiuti sul ponte risalgono a sei anni fa. In tutto questo tempo il ponte, secondo alcuni fin troppo grande per le reali necessità di attraversamento, è stato percorso senza alcun tipo di problema dai turisti e dai residenti.
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«Che le devo dire, mi sembrava di essere in una puntata di Scherzi a parte – racconta Adriana Talenti, titolare del bazar nella piazza di Bagnaia – quando abbiamo capito che invece facevano sul serio ci siamo preoccupati davvero. Quel ponte è sempre stato percorso da tutti, non ci sono problemi di sicurezza, quanto accaduto è grottesco». La chiusura del ponte costringe le persone che vogliono raggiungere la parte riese della frazione a passare dalla spiaggia di ciottoli per rientrare sulla strada. Una possibilità che si complica per le donne con i passeggini e che invece non è praticabile per i portatori di handicap. L’alternativa? Percorrere la strada che risale a monte e scende di nuovo verso il mare, con un dispendio in termini di spazio pari a circa 1,5 chilometri. Il disagio, insomma, c’è, anche se si spera sia limitato a una ventina di giorni. Il tempo che il sindaco De Santi ha indicato per completare le procedure di collaudo. «La verità? Il Comune – scherza Vincenzo Pettinario, gestore del tabacchi di Bagnaia – non ha speso una lira per l’intrattenimento e gli spettacoli a Bagnaia, ma ha rimediato con uno scherzo spettacolare. In realtà l’ordinanza andava fatta non per il ponte, ma per la staccionata pericolante lungo il percorso alternativo, da dove alcuni giorni fa è caduta una signora».
Il percorso accidentato. Chi non utilizza il ponticello non collaudato può usufruire dello stradello alternativo per circa 1,5 chilometri. Ma anche questo percorso non sembra messo meglio. La staccionata in legno sul lato del fosso è completamente segnalata con il nastro rosso e bianco e, in un punto, è venuta giù.
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Il nastro è volato via. Quando, ieri mattina, siamo andati a verificare sul posto le condizioni del ponte di Bagnaia, non lo abbiamo trovato chiuso. I turisti, come sempre, vi camminavano sopra. E il nastro all’imbocco della struttura era stato strappato. «Forse il vento lo ha portato via», ci ha detto sorridendo una signora. Una donna col passeggino ha rincarato la dose. «Non dovrei passare di qua? Mi dica lei che strada alternativa posso fare con un passeggino. E poi questo ponte è sempre stato aperto, non ci sono problemi».
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«Il sindaco si è comportato bene e ci è stato vicino – ci dicono dal ristorante La rustica – la situazione è meno grave di come si vuole descrivere, in pochi giorni tutto sarà risolto».
Già nel 2013 il Comune, allora sotto la guida del sindaco Danilo Alessi, aveva ricevuto un sollecito a compiere il collaudo. «L’impressione è che quest’ordinanza sia arrivata dopo il problema alla staccionata di alcuni giorni fa – racconta Giancarlo Monfardini, titolare del punto di noleggio sulla spiaggia – forse il Comune ha fatto l’ordinanza per mettersi al riparo. Ma a distanza di anni tutto questo fa ridere».
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