Meteo
«Aferpi dia la priorità alle ditte locali»
Si avvicinano smantellamento e bonifiche, con le imprese al collasso appello di Gabrielli (Fiom) al gruppo algerino
PIOMBINO. Nelle sedi dei sindacati c’è la fila. Lavoratori delle imprese che cercano aiuto e qualche risposta ai problemi che per quasi tutti sono gli stessi: cassa integrazione in scadenza, Naspi (la ex disoccupazione) in ritardo, burocrazia come un muro rispetto alla concessione di mobilità e di altri ammortizzatori. Tutto ciò mentre situazioni estreme, come quella della 3emme, sembrano al capolinea. In questi giorni partono le lettere di richiamo all’azienda perché faccia fronte ai suoi impegni con la sessantina di lavoratori che ancora deve avere delle mensilità e il tfr. Senza una risposta chiara scatteranno le vertenze.
Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, traccia un quadro preoccupante della situazione: «Il rischio – sostiene – è quello di un corto circuito. Mi spiego. Le imprese hanno retto fino allo stremo ma molte non ce la fanno più, i lavoratori rimasti senza ammortizzatori per ottenere almeno il tfr devono ricorrere al giudice, così l’impresa rischia il fallimento e di non partecipare alla passività».
Insomma, bisogna uscire da questo ingorgo, e l’unico modo è far ripartire il lavoro. Così quello di Gabrielli suona anche come un richiamo ad Aferpi: «A ottobre inizieranno gli interventi di smantellamento e bonifica nella vecchia acciaieria – spiega il segretario della Fiom – e occorre che l’azienda dia la priorità alle imprese del territorio che per lungo tempo hanno fatto da banca alla Lucchini. E pure che lo stabilimento sia diviso in settori per lo smantellamento e le bonifiche».
Per evitare cioè che ci sia un solo grande appalto che si disperda poi in rivoli di ditte in subappalto provenienti da fuori. Perché il lavoro da fare in acciaieria è importante, e ovviamente fa gola a molti. Ma per Gabrielli è fondamentale anche che partano al più presto i corsi di formazione, «dal momento che è indispensabile riqualificare i lavoratori in vista della partenza di progetti importanti, penso a quelli sul porto, dove servirà manodopera specializzata. Su questo tema c’è un impegno di Gianfranco Simoncini, coordinatore in materia di lavoro per la Regione, ma occorre accelerare, perché settembre è alle porte».
Un quadro complesso, dunque, anche se per il segretario della Fiom «la situazione in Aferpi si sta assestando, abbiamo conferme che sono in arrivo ordini per il Tve, mentre a settembre partirà l’ordine per il primo forno elettrico».
Per lui però in ogni caso il faro resta l’accordo con Aferpi «che tiene dentro tutti gli ex dipendenti Lucchini e Lucchini Servizi, chi è entrato subito al lavoro come chi sarà assunto entro il sei novembre dell’anno prossimo».
Il suo timore è quello di una spaccatura tra chi appunto è già in fabbrica e chi si trova invece in cassa integrazione ad attendere la chiamata: «Qualcuno punta a dividere i lavoratori – conclude Gabrielli – ma su questo il sindacato continuerà a vigilare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
