Il Tirreno

«L’acqua potabile elbana è di qualità»

di Stefano Bramanti

Luigi Genghi (Asl) rende noti i risultati delle frequenti analisi compiute sulla risorsa idrica dell’isola

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Se Asa gestisce quasi 6 milioni di metri cubi di acqua potabile, necessari ogni anno per soddisfare la sete elbana, a definirne la qualità ci pensa il dottor Luigi Genghi dell'ufficio di Igiene dell'Asl isolana. Fa eseguire frequenti analisi che dicono, tra le altre cose, che l'oro blu isolano è ferroso, calcareo e quindi l'acqua potabile è dura, e può aiutare a prevenire l'infarto. «Abbiamo due collaboratori – riferisce il medico- i quali mediamente due volte a settimana, svolgono prelievi su 52 punti di captazione sparsi negli 8 comuni, per lo più rappresentati da pubbliche fontanelle o appositi siti protetti da sportelli chiusi. I campioni prelevati devono essere degni di ricevere la “certificazione di qualità”. Un punto spesso verificato è quello di arrivo della condotta sottomarina in località Il Piano a Rio Marina, acqua che poi si miscela con quella isolana (circa 2,5 milioni di m3 annui). La mia esperienza decennale dice che la potabilità dell’acqua è sempre garantita e oltre ad essere ricca di ferro, ha particelle di minerali come cloro e sodio, per la presenza di zone calcaree tipiche delle zone costiere, dove risulta inevitabile una “miscelazione” con acque salmastre, poi gli impianti tecnologici installati abbattono notevolmente boro e arsenico». Ma la gente parla di un'acquaccia che sgorga dai rubinetti, come mai? «Talvolta la qualità organolettica dell’acqua in distribuzione all’Elba, può non sembrare eccellente, ma la potabilità e la sicurezza per la salute pubblica non sono in discussione. Le caratteristiche dell’acqua riguardano il colore, il sapore, l'odore e la torbidità- segnala ancora Genghi- ma non hanno valore sanitario ma determinano però la gradevolezza dell’acqua». E a sorpresa questa acqua “elbana”, che ha un apporto di circa 3,5 milioni di m3 l'anno che arrivano dalla Val di Cornia, può avere un sapore non eccezionale, ma può ridurre il rischio d'infarto. «Studi autorevoli -conclude il dottore- dicono che l'acqua del rubinetto ha una composizione in minerali, che potrebbe influenzare la salute del cuore. Bere l'acqua dura, com'è' spesso quella del rubinetto dell'isola, può proteggere il cuore, sebbene ovviamente l'infarto dipenda molto poi dallo stile di vita di ognuno. Il fatto che sia calcarea però non aiuta nella vita degli elettrodomestici, come lavatrici e lavastoviglie, ma all'uomo non nuoce».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web