Meteo
Migliaia di persone celebrano il successo della Notte bianca
Musica e decibel, problemi per due locali del centro storico I commercianti lamentano: «Troppi banchi chiusi presto»
PIOMBINO. Migliaia di persone a spasso (e pure a consumare in bar e ristoranti o ad acquistare) fino a davvero tardi.
I numeri sono, ancora una volta, la prova di quanto la Notte bianca (organizzata da Confesercenti Provincia di Livorno e Centri Commerciali naturali Val di Cornia col patrocinio del Comune) piaccia e funzioni, per far apprezzare la città non solo ai piombinesi, che comunque restano in massa.
Anche perché la serata ha assicurato quanto promesso: no stop shopping con musica un po’ ovunque, più divertimento anche per i più piccoli.
Dunque un successo, ma non del tutto, come sempre succede.
Perché l’oganizzazione degli eventi non è sempre facilissima e la musica, si sa, parecchi residenti la preferirebbero col contagocce (di pari passo all’allargia per presenze un po’ troppo numerose); tant’è che sono molti a domandarsi quale utilità ne trarrebbe Piombino se davvero al porto attraccassero le navi da crociera... se il passo seguente sarebbe spedire altrove i crocieristi.
Comunque, a fine Notte bianca un paio di locali del centro storico Abbé e Brulotto hanno terminato la stagione con musica dal vivo (causa lamentele più una multa di fine giugno per troppi decibel); vista la polemica che ovviamente monta, difficile che la questiore sia chiusa così.
Disagi, sabato sera, anche per un po’ di commercianti di corso Italia: soprattutto quelli che si sono visti chiudere lo stand del mercato davanti alla vetrina illuminata già dalle 20.
«Quando si è cominciato a parlare di Notte bianca – raccontano – in marzo-aprile ed è stata fissata la data dell’8 agosto, nessuno ha pensato che, trattandosi del secondo weekend del mese, ci sarebbe stato il mercatino di antiquariato (e parecchio altro). Solo a fine luglio – sottolineano – nell’ultima riunione, si è resa evidente la concomitanza degli appuntamenti. Visto però che quest’anno non c’era Mesteiranda, perché non convolgere tutte queste bancarelle?».
Certo il mercato ambulante avrebbe dovuto registrare un orario diverso: cioè stand aperti ben oltre la mezzanotte; non chiusura alle 20, come invece è accaduto. «Alle 23 chiusi 2 banchi su 5 – ricordano i commercianti – Peccato per tutti».
ceciliacecchi#
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
