Il presidio
Spiaggia per cani a Baratti, un trasloco chiesto e gradito
PIOMBINO. Il Comune con un’ordinanza specifica cambia il tratto di spiaggia di Baratti destinato ai cani e scoppia la polemica. O forse no? La variazione ha scatenato da una parte la rabbia di quanti...
PIOMBINO. Il Comune con un’ordinanza specifica cambia il tratto di spiaggia di Baratti destinato ai cani e scoppia la polemica. O forse no? La variazione ha scatenato da una parte la rabbia di quanti hanno visto nella nuova disposizione un’ingiustizia nei confronti degli amici a quattro zampe, e dall’altra parte al contrario pareri positivi per una collocazione giudicata migliore rispetto alla precedente.
Hanno tolto la spiaggia ai cani. «Alla fine di luglio viene vietato un pezzo dell’unico tratto concesso su Baratti, a causa, pare, dei consueti litigi fra chi porta con sé il cane e chi invece non lo vuole neanche vedere, nonostante che sappia benissimo di recarsi in una spiaggia destinata anche ai cani – afferma Maria Cristina Biagini, presidente della Casa di Margot – Noi riteniamo che il Comune di Piombino non abbia saputo vigilare adeguatamente, prevenendo così comportamenti maleducati da parte di alcuni proprietari, e che, per lavarsene le mani, abbia vietato l’accesso, non considerando neanche che in quel punto ci sono molti proprietari di barche che portano con sé il proprio cane. Chiediamo che il Comune di Piombino ci ripensi , magari sorvegliando e anche elevando contravvenzioni, se vi sarà bisogno».
Sono i proprietari dei cani ad aver chiesto il cambio. In realtà la polemica perde di mordente quando si scopre che a chiedere la modifica del tratto di spiaggia sono proprio i proprietari di cani che abitualmente frequentano Baratti. «Siamo andati lo scorso febbraio dall’assessore Chiarei per chiedere che venisse spostata la spiaggia per i cani – spiega Daniele Guarguaglini, proprietario di Sophie, splendida golden retrive, frequentatore da anni di Baratti – Purtroppo nel tratto precedente erano sempre discussioni con persone non amanti dei cani che cercavano un pretesto per litigare. Con il cambio ci abbiamo guadagnato, la spiaggia è più larga e dal punto di vista logistico la situazione è migliore». «È proprio così – conferma l’assessore all’ambiente del Comune di Piombino, Marco Chiarei – Nei mesi scorsi sono venuti da me un gruppo di proprietari di cani frequentatori di Baratti, che avevano raccolto delle firme per chiedere uno spostamento del tratto adibito agli animali. Come ufficio competente abbiamo fatto dei sopralluoghi, riconoscendo nella nuova scelta caratteristiche migliori». Per chiarezza: prima il tratto destinato ai cani andava dallo scivolo delle barche alla chiesetta di San Cerbone; adesso parte dalla chiesetta e arriva alla casa colonica. «Forse come lunghezza è minore, ma la spiaggia è senza dubbio più larga e maggiormente fruibile dagli animali – afferma Chiarei – Il tratto precedente negli ultimi due anni, dopo i lavori sulla costa, è diventato molto più frequentato. Ho apprezzato che i proprietari dei cani si rendessero conto dei problemi di convivenza e siano venuti in prima persona a chiedere una sistemazione migliore. La modifica sarebbe dovuta partire a inizio stagione, purtroppo ritardi burocratici hanno allungato i tempi. A fine agosto valuteremo la nuova scelta e vedremo se riproporla anche il prossimo anno».
Obbligo del guinzaglio o no? Accertata quindi l’origine della questione, i proprietari dei cani chiedono che venga fatta chiarezza anche sulle modalità di fruizione della spiaggia da parte dei propri amici a quattro zampe. Pare infatti, e non solo a Baratti, che non siano pochi i diverbi tra possessori di cani e bagnanti che vorrebbero vedere gli animali al guinzaglio invece che liberi. A chiarire la diatriba arriva la legge regionale del 20 ottobre 2009 n.59. L’articolo 20 fa al nostro caso: «I Comuni possono individuare spazi destinati ai cani – si legge nella normativa – In tali spazi i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la sorveglianza del responsabile, senza determinare danni alle piante o alle strutture presenti».
Francesca Lenzi
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