Il Tirreno

Uilm UIL e Fiom CGIL

Rifiuta l’Eritrea Sider procede licenziando il lavoratore

PIOMBINO. «Liceziato perché rifiuta la trasferta in Eritrea». L’allarme vine dalle segreterie provinciali Uilm Uil e Fiom Cgil. «Sembra impossibile – spiegano i sindacati – ma succede anche questo....

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PIOMBINO. «Liceziato perché rifiuta la trasferta in Eritrea». L’allarme vine dalle segreterie provinciali Uilm Uil e Fiom Cgil.

«Sembra impossibile – spiegano i sindacati – ma succede anche questo. In un momento in cui l’emorragia di posti di lavoro sembra inarrestabile per effetto della crisi, dove molti imprenditori locali hanno cercato di sopperire ai licenziamenti con grossi sacrifici anche utilizzando gli ammortizzatori sociali consentiti, oggi ci troviamo con rammarico a dover contestare la volontà della Sider Piombino di procedere con il licenziamento nei confronti di un lavoratore, la cui unica colpa è stata quella di rifiutare la trasferta in Eritrea».

«La motivazione del lavoratore – si prosegue nel documento – oltre al timore di recarsi in un paese come l'Eritrea in cui la situazione socio politica è fortemente compromessa e dove anche la cronaca spesso ci porta testimonianza di conflitti armati, su cui la stessa Farnesina si è espressa dichiarandolo un “Paese a rischio” che di per se sarebbe sufficiente, ci sono i problemi nel dover lasciare la famiglia».

«La Sider Piombino si è distinta negli anni come importante fonte occupazionale ed elevata professionalità nel settore. Dal canto loro i lavoratori ed il sindacato hanno da sempre fatto il proprio dovere con senso di responsabilità». Dunque s’invita l’azienda a riflettere bene e a ritirare la procedura di licenziamento e «ad evitare ulteriori pressioni nei confronti di altri lavoratori che potrebbero manifestare le stesse preoccupazioni per quel che riguarda la partenza verso quel Paese». Fiom e Uilm auspicano un percorso di chiarimento: «Qualora non fosse possibile – si conclude – oltre alla via giudiziaria, a tutela dei lavoratori, siamo pronti a promuovere prossime iniziative di mobilitazione».

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