Il Tirreno

Morte di “Igui”, il giudice riapre il caso

di Alessandro De Gregorio
Morte di “Igui”, il giudice riapre il caso

Accolta la richiesta della famiglia, il gip ordina al pm di proseguire le indagini e di fare accertamenti su un telefonino

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PIOMBINO. «Francesco non era solo. E’ morto per cause naturali, certo, ma non era solo quella notte. E quindi poteva essere soccorso. Poteva essere salvato».

L’avvocato Serena Gasperini ripete al Tirreno quanto ha sostenuto a Livorno davanti al giudice delle indagini preliminari, Beatrice Dani.

«Francesco non era solo». E’ la stessa frase che va ripetendo come un mantra da circa un anno Aura Mettini, la madre di Francesco “Igui” Leggieri, il trentacinquenne trovato morto il 16 settembre dello scorso anno in casa sua, in via De Amicis.

La penalista romana stavolta è riuscita a convincere il gip, che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla stessa Procura ordinando al sostituto procuratore Arianna Ciavattini un supplemento di indagini.

Il caso dunque è riaperto, o è tenuto aperto grazie all’ostinazione della famiglia di Francesco, alla tenacia della madre e degli amici; e grazie alla nuova equipe di lavoro.

Un’equipe di altissimo livello, formata da due specialisti di scienze forensi, gli avvocati romani Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, e dalla loro consulente, la famosa criminologa Roberta Bruzzone, volto noto anche in televisione.

«Il gip Dani - spiega l’avvocato Gasperini - ha ritenuto di accogliere il nostro ricorso e di proseguire quindi con le indagini. Dopo che la Procura aveva avanzato richiesta di archiviazione la famiglia si era rivolta a noi. All’udienza in cui è stata discussa l’opposizione il gip ha ritenuto che la nostra ricostruzione fosse compatibile con l’evento e ha accolto anche una nostra richiesta specifica nei confronti della Procura: quella di chiedere i tabulati di un determinato telefonino cellulare. Perché solo in base a quelle celle telefoniche potremo finalmente stabilire con certezza quello di cui siamo assolutamente convinti: Francesco non era solo. Quella notte il ragazzo era con un’altra persona, una donna. Che poteva aiutarlo quando ha avuto un infarto. Poteva chiamare i soccorsi. Poteva salvargli la vita».

Lo si è scritto più volte: né la madre, né gli amici hanno mai messo in discussione la causa di morte di “Igui”. Nessuno ha mai parlato di omicidio e nemmeno il pool forense romano ipotizza una cosa del genere.

«Assolutamente no - dice l’avvocato Gasperini - la causa di morte è naturale. E non è neanche dovuta all’uso di stupefacenti, come è stato ipotizzato. Gli esami tossicologici lo hanno escluso. Il ragazzo è morto in camera da letto, ha avuto un infarto. Con ogni probabilità è avvenuto durante un rapporto sessuale con una donna».

Donna che si sarebbe spaventata e avrebbe lasciato Francesco lì, morente.

L’ipotesi di reato alla quale puntano gli avvocati della famiglia è chiara: l’omissione di soccorso.

Prima però c’è da dare un nome alla donna misteriosa. Ed è per questo che sono stati chiesti gli accertamenti sui tabulati telefonici.

«Noi - aggiunge l’avvocato Gasperini - parallelamente eseguiremo una mappatura radioelettrica con un software particolare, quindi produrremo i nostri risultati al pubblico ministero. Questo sarà il primo passo. Poi si procederà a ulteriori indagini, ad altri riscontri».

Non certo sulla casa, visto che la scena è ormai compromessa e inquinata.

«Sarebbe una perdita di tempo - conferma l’avvocato Gasperini - Alla luce però di altri elementi che abbiamo raccolto e con i tabulati in mano, potremo lavorare sulle foto scattate dalla scientifica guardandole con un occhio diverso. Ora speriamo di avere in fretta quei tabulati. Dovrebbe essere una cosa rapida, basta chiedere ai gestori di depositarli. Se la Procura si attiverà subito, i documenti ci saranno per settembre. Bisogna stare attenti a non far passare due anni perché poi i tabulati vengono distrutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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