Il Tirreno

IL FUTURO

"Primario per Enel il progetto Tor del Sale»

Guido Fiorini
La centrale di Tor del Sale (foto Paolo Barlettani)
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La centrale di Tor del Sale (foto Paolo Barlettani)

Parla Carlo Tamburi, direttore delle attività in Italia della società:
«L’area industriale sarà trasformata con rispetto per l’ambiente»

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PIOMBINO. «Il progetto per Tor del Sale è in fase avanzata. Ci teniamo molto ed ha riscosso grande apprezzamento da parte dell’Amministrazione locale»: a parlare è Carlo Tamburi, direttore delle attività italiane dell’Enel. È lui che si occupa, fra le altre cose, della dismissione di 23 centrali in Italia, fra le quali quella di Piombino.

«Abbiamo 23 centrali da dismettere. I motivi sono molti, ma si riassumono nell’eccesso di capacità dovuto al calo della domanda, all’introduzione delle fonti rinnovabili, alla politica di risparmio energetico. E Piombino rientra a pieno titolo fra queste».

Cosa avete in progetto per Piombino?
«La splendida location e i buoni collegamenti hanno suscitato un interesse molto concreto, in particolare in un operatore straniero interessato alla riqualificazione. Ne è nato un progetto molto particolare, che cambia totalmente il volto all’intera area e che potrebbe diventare un po’ una vetrina anche per Enel».

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Già. l’ambiente. Siamo accanto a un’oasi del Wwf e su una spiaggia bellissima.
«Il progetto trasforma un’area industriale in una zona con molto verde, si integrerà alla perfezione nel contesto. Per questo è stato apprezzato dall’amministrazione locale. Adesso lo abbiamo sottoposto al ministero, anche perché l’intera zona andrà bonificata».

A quanto risulta al Tirreno il progetto sarà un vero e proprio capolavoro architettonico con percorso verde sopraelevato, camminamenti ecologici, piste ciclabili, specchi d'acqua, mantenimento delle aree a verdi a cui se ne aggiungeranno altre al posto di alcune parti dell'attuale impianto. Ma ci sarà anche un grosso outlet.
«Avrà uno spazio marginale rispetto al resto. Non dimentichiamo che adesso la sola centrale occupa circa 40 ettari e che tutta l’area di proprietà di Enel, e che noi mettiamo a disposizione, supera i 100 ettari».

Quindi porterà anche occupazione. Avete delle previsioni?
«Siamo convinti che sarà un’occasione importante anche in questo senso. È chiaro che il progetto dovrà essere del tutto condiviso con il territorio, ma le premesse sono molto buone».

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Insomma, è un’opera che potrebbe cambiare il volto della zona in modo profondo.
«Crediamo che possa avere un ottimo successo. Potrà intercettare sia i flussi turistici diretti all’Elba, sia crearne di propri. In fondo siamo su una costa bellissima e non così lontani dalle grandi città d’arte».

Avete un’idea dei tempi?
«Al momento stiamo dialogando con Ministero dell’Ambiente e con il Comune. Servono autorizzazioni e anche una piccola variante urbanistica. Dopo che si saranno sbloccati questi punti, andremo avanti in sequenza».

Un’ultima cosa. L’occupazione attuale alla centrale sarà garantita?
«Fin dall’inizio del processo abbiamo garantito i posti di tutti coloro che lavorano nelle 23 centrali, con un programma di ricollocazioni. In questo senso non ci sono problemi».
 

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