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«Troppi taxi abusivi, una piaga per il settore»
PORTOFERRAIO. «All’Elba troppi taxi abusivi». A lanciare l’allarme è l’associazione di categoria Cna Val di Cornia - Elba. «Con l’estate ritorna puntualmente con maggior forza all’Elba anche il...
PORTOFERRAIO. «All’Elba troppi taxi abusivi». A lanciare l’allarme è l’associazione di categoria Cna Val di Cornia - Elba. «Con l’estate ritorna puntualmente con maggior forza all’Elba anche il problema dell'abusivismo in vari settori – spiegano dall’associazione – Fra questi, merita sicuramente attenzione da parte degli organismi preposti ai controlli, quello del trasporto persone, le numerose auto e minivan che sostano a bordo banchina o all'aeroporto e che offrono servizio navetta verso le strutture ricettive dell'isola».
Secondo l’associazione sono diversi i casi in cui si esercita il servizio senza i permessi. «Ovviamente se hanno le necessarie autorizzazioni per il trasporto e per il mezzo, niente da eccepire – dicono dalla Cna – ma sembrerebbero esserci anche auto private, servizi a pagamento, e autisti improvvisati: ciò, oltre ad essere un grave rischio per i turisti è anche un grave danno per le attività di taxi e di noleggio auto con conducente, che in questi pochi mesi come tutti gli operatori elbani, dovrebbero lavorare a pieno ritmo e si vedono sottrarre clienti, in modo scorretto».
L’associazione di categoria spiega come «gli autisti delle nostre attività di taxi e noleggio debbano sottostare ad esami costosi per poter esercitare il loro mestiere, e rispettare le numerose normative del settore – dicono – siamo arrivati all'assurdo in cui tutti fanno tutto, a discapito della qualità e della sicurezza. E' chiaramente difficile bloccare un sistema di questo tipo, ma ovviamente denunceremo alle autorità, ogni illecito che ci verrà segnalato dai nostri associati, sapendo anche di poter contare sul senso di responsabilità e di attenzione anche all'immagine delle molte e prestigiose attività ricettive che dubitiamo vogliano prestarsi al sottoporre i propri clienti a simili rischi».
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