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Sanità, nuovo strappo di Portoferraio
Il sindaco Ferrari e il consigliere Rossi rendono pubblica una nota del Crest che demolisce il “documento Elba”
PORTOFERRAIO. Quella che sembrava essere un’intesa tra Portoferraio e gli altri Comuni dell’isola d’Elba sulla sanità è durata solo pochi giorni. Con una nota firmata il sindaco Mario Ferrari e il consigliere delegato alla sanità Luciano Rossi prendono nuovamente le distanze dal “documento Elba”, portato avanti dalle altre amministrazioni comunali nel corso dell’ultima conferenza dei sindaci di soli pochi giorni fa. La conferenza, per intendersi, che ha segnato il passaggio di testimone alla presidenza da Mario Ferrari ad Anna Bulgaresi.
Gli amministratori portoferraiesi rimettono in campo la necessità di un progetto basato sulla condivisione delle risorse aziendali e smontano la “linea Bulgaresi” rendendo pubblica la presa di posizione del Crest (il comitato toscano che da anni è impegnato nella difesa della sanità nelle periferie toscane) riguardo al progetto sostenuto dai sindaci.
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«Dopo un mese dal 28 maggio nel quale fu consegnato a Marroni il documento Elba non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale – scrivono nella nota Mario Ferrari e Luciano Rossi – , e questo semplicemente perché quel documento se da una parte è troppo lontano dai programmi sanitari regionali ormai noti a tutti, dall’altra si scontra sia con norme legislative nazionali che ne impediscono in gran parte la realizzazione, sia con difficoltà realizzative pratiche insormontabili».
Per ribadire il concetto il sindaco Ferrari e il consigliere delegato alla sanità Rossi rivelano la presa di posizione del Crest, contenuta in uno scambio di mail fino ad oggi non reso noto, « per cercare sia di capire il progetto politico del sindaco Mario Ferrari e del suo delegato alla sanità Luciano Rossi, sia per cercare di recuperare una credibilità progettuale sanitaria capace di portare i servizi fondamentali all'Elba attraverso vie alternative».
Nella nota trasmessa da Ferrari il Crest boccia sonoramente il progetto sostenuto dai sindaci dell’Elba, considerato un insieme di «proposte così assurde che di fatto chiuderebbero ogni possibilità di concertazione, essendo assolutamente irricevibili da qualunque organismo – si legge nella nota trasmessa da Ferrari, attribuita al Crest – Tale proposta è assolutamente impresentabile e se fosse davvero avanzata alla Regione dagli amministratori elbani, ne minerebbe fortemente la credibilità».
Le proposte, secondo il comitato, sarebbero irrealizzabili principalmente per due motivi: la carenza di fondi e il reperimento di professionisti. Le parole attribuite al Crest da Ferrari e Rossi sono dure: «Crediamo che se si vuol fare una lodevole battaglia per il bene comune, come la tutela della salute dei propri concittadini, sia necessario competenza, preparazione e soprattutto senso della realtà, evitando di farsi contagiare dalla demagogia». Alla pubblicazione della posizione del Crest, destinata a far discutere, Ferrari e Rossi allegano un documento firmato - spiegano loro stessi - «da un addetto ai lavori» che smonta i contenuti del documento Elba.
«Questi documenti, tenuti riservati nella speranza che le autorità regionali si rendessero disponibili ad un confronto sulla base di quanto programmato in conferenza dei sindaci, non possono più essere ignorati alla luce di quanto sta accadendo – spiegano Rossi e Ferrari – con un sempre più grave isolamento elbano dal contesto sanitario che la Regione sta attuando senza alcuna possibilità di interferire e modulare l'azione sanitaria. La salute dei cittadini elbani da oggi è affidata solo ed esclusivamente, senza possibilità di mediazione, alla benevolenza e alla coscienza di chi non vive su questa isola ma ha il compito di amministrarla».
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