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Vincono gli “Atti osceni” di Missiroli
Il romanzo dell’autore riminese trionfa nella quarantatreesima edizione del premio letterario Brignetti
PORTOFERRAIO. È Marco Missiroli, riminese di 34 anni ma con molte frequentazioni con l'Isola d'Elba, Capoliveri in particolare, lo scrittore italiano a cui è andata la 43esima edizione del premio letterario internazionale “Elba, Raffaello Brignetti”.
Ha vinto con il libro “Atti osceni in luogo privato”, edito da Feltrinelli.
Lo ha proclamato il presidente della giuria Alberto Brandani, prima attorno alle 13 di ieri mattina presso l'hotel Airone, successivamente nel corso della cerimonia di proclamazione che si è tenuta ieri sera, nel chiostro del centro De Laugier attorno alle 22.
Dopo Pierre Lemaitre che ha trionfato nel 2014 con "Ci rivediamo lassù" (Mondadori), torna dunque un italiano sul palco della manifestazione culturale più importante dell'anno all'Elba. Prima di lui aveva calcato queste scene Marco Malvaldi nel 2011, poi una teoria di giovani scrittrici italiane. E torna soprattutto Feltrinelli nel palmares delle opere premiate al Brignetti.
L'ultimo titolo della grande casa milanese che si era aggiudicato il premo internazionale era stato "L'estate è crudele" di Bijan Zarmandili.
Ma veniamo al libro di questa edizione. «La vittoria – ha confidato lo stesso Alberto Brandani – è avvenuta all’ultimo tuffo, questo a dimostrazione della validità e della bontà della scelta dei tre autori finalisti che stanno attualmente concorrendo anche per altri premi letterari italiani. La dimostrazione di un buon lavoro condotto nel corso dell'inverno che non è solo consistito nella cernita delle opere concorrente, ma anche nella serie di altre iniziative tese a divulgare la cultura e l'amore per la lettura e il libro in genere soprattutto nel mondo delle scuole».
Le motivazioni che hanno indetto i giurati ad assegnare il premio sono state lette da Marino Biondi.
«È una storia di educazione alla vita di un giovane italiano – ha detto il docente dell'università di Firenze – di famiglia borghese trapiantato a Parigi fine anni Settanta. È un percorso dall'infanzia alla giovinezza e da questa all'adultità e di nuovo alla nascita. Come nella vita c'è in questo libro molta vita e anche molta morte: i due volti della stessa medaglia».
Poi è stata la volta di Marco Missiroli, giunto all'Elba con quasi un'ora di ritardo per aver perduto il traghetto.
«Quando ho saputo i nomi degli altri finalisti – ha detto – quali Carmen Pellegrino e Domenico Starnone, confesso di aver avuto paura. I premi fanno bene ai libri perché è un'ottima vetrina e sapere di essere riuscito a strappare la prima piazza all'ultimo voto è la dimostrazione di quanto sia vitale il premio Elba stesso. L'Isola mi porta fortuna – ha continuato lo scrittore – Nel 2003 sono venuto a Capoliveri e qui ho cominciato a scrivere il romanzo “Senza coda” che poi ha vinto il premio Campiello per l'opera prima. Oggi il riconoscimento così prestigioso di un'opera cui ho lavorato ancora a Capoliveri. Trovo che l'Elba rivesta, almeno per me, il ruolo di epifania».
La serata è stata condotta brillantemente, per il secondo anno consecutivo, da Lisa Marzoli, giornalista del Tg2. Special guest della serata la show-girl Valeria Altobelli. La giuria ha anche assegnato un premio speciale a Danilo Alessi, autore elbano che ha recentemente pubblicato “La fatica della politica”, Persephone edizioni.
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