Il Tirreno

«I Cinque stelle imparino a rispettare le regole»

«I Cinque stelle imparino a rispettare le regole»

Mensa scolastica: secca replica dell’assessore Ticciati sul caso della Vivenda «Blitz inopportuno, stiamo seguendo le indicazioni della prefettura di Roma»

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CAMPIGLIA. «Quando si hanno ruoli all’interno di organismi come il consiglio comunale si dovrebbero conoscere le regole che lo disciplinano. E sulla questione “Vivenda” l’amministrazione ha già fatto tutto quel che doveva, nel rispetto delle regole e dei cittadini». All’indomani del blitz del M5s alla mensa scolastica, l’assessore Alberta Ticciati replica alle dichiarazioni dei consiglieri comunali Daniele Fioretti e Cristina Nesi.

I due, in veste di pubblici ufficiali, avevano reclamato ai responsabili della Vivenda Spa informazioni sul servizio, chiedendo inoltre di modificare il menu di alimenti poco graditi e tollerati da alcuni bimbi, bandire l’acqua in bottiglia di plastica, e usare contenitori da trasporto riscaldanti.

«Hanno tutto il diritto di fare domande, ma non gli è consentito fare ciò che hanno fatto con simili proposte, in virtù di quelle regole cui ho accennato e che non sono accessorie ma sostanziali – spiega Ticciati - Qualsiasi modifica o richiesta deve essere effettuata all’interno della commissione mensa per permettere a tutti i soggetti coinvolti di potersi confrontare e partecipare alle discussioni e alle scelte da portare avanti. Mi preme poi sottolineare che la commissione mensa obbligatoriamente si avvale di medici e nutrizionisti, professionisti competenti e preparati, incaricati di strutturare menù giornalieri adeguati ai bambini secondo le normative vigenti e le indicazioni dell’Asl. Proporre modifiche specifiche di alimenti entrando nel merito della materia significa porre in dubbio la professionalità dei soggetti coinvolti, atteggiamento che ritengo essere inopportuno a maggior ragione se portato avanti da consiglieri comunali».

In occasione del sopralluogo, i consiglieri pentastellati avevano poi invitato l’amministrazione comunale a revocare l’appalto del servizio mensa alla Vivenda spa, come fatto dai Comuni di San Vincenzo, Sassetta e Castagneto, sulla scia dell’inchiesta “Mafia Capitale” che ha travolto l’azienda che la controlla.

«E’ doveroso riportare i fatti evitando ricostruzioni tendenziose e poco veritiere – precisa l’assessore - L’amministrazione di Campiglia e le altre del territorio che hanno in appalto il servizio mensa con la coop Vivenda hanno ricevuto nelle scorse settimane comunicazioni con cui la prefettura di Roma chiedeva di condurre alcune verifiche sul servizio. Campiglia ha intrapreso subito con i propri uffici attività di approfondimento finalizzate poi alla revoca dell’appalto alla società. Nel frattempo, per la precisione il 3 luglio, il prefetto Gabrielli ha deciso di nominare dei commissari speciali per verificare la possibilità di proseguire con il servizio della coop, data la sua incidenza su tutto il territorio nazionale, con circa 40mila pasti al giorno e 10mila occupati. Gabrielli si è dato 15 giorni al termine dei quali, il 20 luglio, comunicherà le proprie decisioni agli enti locali interessati dalla vicenda. Per quella data gli uffici di Campiglia presenteranno una relazione di quanto accaduto alla giunta che dovrà decidere il da farsi sulla base delle scelte prese dalla prefettura».

La revoca dell’appalto mandata avanti dal Comune di San Vincenzo, aggiunge l’assessore, è stata annullata dalla prefettura romana per questi motivi. «Si rassicurino quindi i consiglieri del M5s perché tutto ciò che doveva essere fatto è stato fatto, tanto nel rispetto delle regole quanto nei confronti dei contribuenti e cittadini».

Annalisa Mastellone

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