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Bimbi disabili in vacanza al Pappasole
Ecco l’“Estate Paideia” organizzata dalla Fondazione: «Qui le famiglie ritrovano serenità»
PIOMBINO. La Fondazione Paideia anche quest'anno rinnova il progetto “Estate Paideia”, una proposta di vacanza rivolta a famiglie con bambini con disabilità ospitate per una settimana nel villaggio turistico Pappasole - totalmente accessibile - a Torre Mozza. L'iniziativa, in programma dal 4 luglio al 1 agosto 2015, coinvolge quest'anno 38 bambini con disabilità con le loro famiglie e 75 volontari.
Estate Paideia si differenzia dai tradizionali soggiorni estivi per bambini con disabilità perché coinvolge l'intero nucleo familiare, con particolare attenzione ai fratelli e alle sorelle. Dal 2001 ad oggi, in 14 anni di attività, hanno partecipato al progetto più di 500 famiglie. Ogni famiglia viene affiancata da uno o più volontari, che si prendono cura dei bambini aiutando i genitori e offrendo loro spazi e tempi di sollievo rispetto ad una quotidianità spesso molto faticosa.
Le occasioni di vacanza sin qui realizzate dalla Fondazione Paideia hanno mostrato concretamente come questa esperienza possa portare a cambiamenti, a volte inattesi, nella dinamica familiare e come il benessere sperimentato possa essere a sua volta motore di un processo di inclusione sociale dei nuclei coinvolti.
«La nascita di un figlio con disabilità - spiega Fabrizio Serra, direttore della Fondazione Paideia - comporta notevoli cambiamenti nella coppia e nel nucleo familiare, che spesso si concentra sulla cura del bambino e si ritrova isolato, con legami sociali sempre più deboli. Incontriamo famiglie per le quali la vacanza si configura come un bene inaccessibile, sia per motivi economici e organizzativi, ma anche perché l'idea di una settimana al mare spesso può intimorire. Con Estate Paideia vogliamo offrire la possibilità di sperimentare l'idea di un terzo tempo, di una vacanza che diventa fondamentale per famiglie così stressate nella quotidianità e che invece possono incontrare nuovi amici e guardare al futuro con maggiore serenità».
«Abbiamo conosciuto la Fondazione Paideia quando Samuele aveva 3 anni - spiega Andrea, un papà che ha partecipato al progetto - quando eravamo concentrati esclusivamente sulla sua riabilitazione. Quando ci hanno proposto di partecipare quasi ci siamo arrabbiati. Una vacanza a noi, con tutti i problemi che avevamo? Alla fine ci siamo andati, ed è stata la svolta della nostra vita, della vita della nostra famiglia. Grazie a questa esperienza abbiamo imparato che - con le dovute attenzioni e magari con l'aiuto dei volontari - potevamo permetterci di ritornare a vivere, sorridere, andare in vacanza, divertirci, riscoprire amicizie forti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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