Il presidio
Cinghiali, la situazione è peggiorata
L’allarme del presidente di Coldiretti Elba: «Molte nascite nei mesi invernali, i danni sono ingenti»
PORTOFERRAIO. «Campagne invase dai cinghiali. All’Elba la situazione negli ultimi mesi è peggiorata». A lanciare l’allarme è il presidente di Coldiretti Isola d’Elba, Guido Allori che oggi parteciperà a Firenze, nella sede della giunta regionale, all’incontro organizzato da Coldiretti regionale nel corso del quale gli agricoltori chiederanno interventi urgenti per garantire la sopravvivenza delle imprese agricole in equilibrio con la natura.
«E' sos dalle campagne italiane – spiegano da Coldiretti Toscana – dove le condizioni di vita sono rese sempre più difficili dai danni provocati dagli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, provocano numerosi incidenti stradali e mettono in alcuni casi anche in pericolo la vita delle persone. E' la Coldiretti a lanciare l'allarme su una situazione insostenibile che sta provocando l'abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali».
L’allarme su scala regionale viene accolto anche dagli agricoltori dell’Isola d’Elba. Sul territorio elbano il problema degli ungulati è stato per anni al centro del dialogo delle istituzioni. Per contenere il numero degli ungulati sia mufloni che cinghiali - è stato elaborato un piano coordinato di abbattimenti e catture, con il Parco nazionale ente capofila. In questi anni si sono ottenuti dei risultati che, tuttavia, non sono considerati ancora soddisfacenti da Coldiretti Isola d’Elba.
«La situazione è peggiorata sensibilmente – racconta Guido Allori, presidente di Coldiretti Isola d’Elba – nei mesi invernali le nascite sono state moltissime e i piani di abbattimenti e di catture non sono stati sufficienti. Un esempio? A Lacona i cinghiali arrivano sempre più spesso intorno alle case. Hanno fame e nella macchia non c’è più cibo, per questo scendono sempre più a valle. Abbiamo ricevuto segnalazioni anche dall’area campese e da Porto Azzurro».
Il presidente di Coldiretti Isola d’Elba spiega come gli agricoltori in questi anni abbiano imparato a tutelarsi contro i raid degli ungulati. Naturalmente a proprie spese. «Gli agricoltori hanno investito risorse importanti per recintare tutte le aree agricole di loro proprietà per proteggere le colture dalle intrusioni degli ungulati. In compenso i danni sona ambientali, visto che i cinghiali continuano a distruggere muretti di cinta, fossi per lo scolo dell’acqua, oltre che giardini di abitazioni private. E il problema è anche legato alla sicurezza sulle strade».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
