Italia
Outlet a Torre del Sale, Enel sempre più convinta
I vertici confermano la volontà di riconvertire 23 impianti tra i quali Piombino dove sarebbero «svariate centinaia» le persone occupate nell’indotto
PIOMBINO. C’è un primo bando per la riconversione delle centrali Enel. Si comincia da Alessandria con il "Concorso Internazionale di Idee" frutto delle sinergie tra il Comune e l'ateneo milanese, disponibile sul sito-piattaforma Futur-E (www.futur-e.enel.it). Spazio a progetti innovativi e sostenibili per il sito pilota di Alessandria.
Tra i 23 impianti, anche Piombino e Livorno. Il direttore global generation di Enel Enrico Viale su Torre del Sale: «Stiamo esaminando diverse proposte, tra cui la realizzazione di un centro commerciale che prevede la presenza di negozi outlet grandi firme su un'area di circa 40 ettari. Si tratta di un progetto interessante che prevedrebbe sia il riutilizzo di alcune parti dell'impianto che la riconversione di altre in una configurazione eco-compatibile e sinergica vista anche la presenza del limitrofo parco del Wwf. Il tutto, naturalmente, mantenendo anche le aree verdi già esistenti. Una delle caratteristiche dell'ipotesi che stiamo esaminando prevede tra l'altro la realizzazione di costruzioni in legno su palificate così da non incrementare le volumetrie esistenti e minimizzando l'impatto sul terreno esistente. Una riconversione come questa potrebbe garantire un significativo indotto (fino a svariate centinaia di persone tra diretti e indiretti), salvaguardando nel contempo aspetti ambientali e naturalistici dell'area. Questo è un esempio concreto di come Enel sta interpretando il progetto Futur-E ».
Nel complesso, i 23 impianti rappresentano per il nostro Paese un patrimonio industriale che può essere ancora valorizzato. «Per questo motivo - scrive Enel - sono in corso studi per identificare soluzioni alternative, con la consapevolezza che non può esistere una strategia unica valida per tutti i casi. Ciascun sito ha infatti le proprie peculiarità, legate all'ubicazione geografica e all'evoluzione, nel tempo, del territorio circostante: qualunque soluzione dovrà dunque tenere conto della singole specificità dei 23 siti, suddivisi in tre grandi gruppi. Il primo racchiude quelle centrali che potrebbero continuare a produrre energia elettrica, utilizzando un'altra tecnologia o fonte, con una taglia ridotta rispetto all'attuale potenza installata. Il secondo gruppo - prosegue la nota Enel - è costituito da impianti inglobati nel tessuto urbano che non sono più pensabili come siti di generazione elettrica. Queste centrali potrebbero essere riprogettate per essere destinate ad altri scopi, industriali e non. Si pensi, ad esempio, alla Bankside Power Station di Londra, ex centrale a nafta conosciuta oggi come Tate Modern, una tra le gallerie d'arte moderna più visitate al mondo, e, qualche chilometro più a ovest sulla stessa sponda del Tamigi, alla Battersea Power Station, ex centrale a carbone in fase di riconversione a complesso commerciale e abitativo».
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