Il Tirreno

Il muro della Salina sarà recuperato

di Luigi Cignoni
Il muro della Salina sarà recuperato

L’antica struttura riposizionata lungo via Carducci, esattamente dov’era

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PORTOFERRAIO. Nessuna paura: il muretto che delimitava l’inizio delle vecchie saline di San Rocco sarà riposizionato dove era prima. I cittadini e alcune associazioni culturali hanno mostrato segni di apprensione non appena hanno notato l’utilizzo del “martellone” pneumatico che ha - di fatto - smantellato una trave particolarmente dura costruita in cemento armato. Ma niente verrà perduto. «Il muretto – dice l’architetto Massimiliano Pardi che ha realizzato il progetto - verrà riposizionato dove era e dividerà la carreggiata stradale dalla zona a verde che diventerà area pubblica, ceduta al Comune di Portoferraio». E nei prossimi giorni sarà compito degli stessi progettisti organizzare una serata presso la Libreria Stregata nel corso della quale sarà illustrato l’intero progetto alla popolazione residente della zona e anche ai rispettivi commercianti che hanno esercizi che insistono sullo tratto stradale. Come si sa nella zona ex garage Lorenzi è stato realizzato un complesso abitativo d’avanguardia. Attualmente, nella zone del cantiere gli operai stanno ricostruendo un pezzo di fronte di via Carducci. Oltre all’allargamento e quindi alla demolizione del vecchio marciapiede, si stanno recuperando anche le lastre del vecchio muro delle saline. «Speravo – considera ancora Pardi - di trovare sotto le lastre grigie (tipo quelle del muro della piazza del Teatro dei Vigilanti), il muro in pietra giallo montato ‘ad opus incertum’. Non è stato così. Ho trovato invece sassi mischiati a cemento e mattoni frantumati». Nel frattempo le prime lastre recuperate sono state collocate lungo la recinzione che saranno successivamente recuperate e riposizionate dove erano prima. «Nell'abbassamento del terreno retrostante – continua ancora a precisare il progettista - ho trovato le famose pietre gialle tipo quelle del centro storico, che utilizzerò in quelle parti dove le lastre mi mancheranno. Se poi non mi dovessero bastare, utilizzerò le pietre gialle provenienti dalla demolizione del capannone. Le ho recuperate apposta – ammette ancora Pardi - per essere riutilizzate, in quanto pietre che erano state sicuramente lavorate all'inizio del secolo '900».Sarà posizionato un pannello divulgativo dove sarà spiegato cosa fosse il muretto in passato. «Lo lasceremo così – conclude Pardi - come testimonianza per le generazioni future».

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