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Dodici profughi eritrei a Campiglia
Alloggiati all’ex hotel della stazione, ma rimarranno solo pochi giorni
CAMPIGLIA. Sono arrivati nel tardo pomeriggio di ieri altri profughi in zona stazione. Il gruppo, formato da dodici persone, tutti maschi eitrei, sarà ospitato nella residenza della “Homo Diogene”, ma dovrebbero restare a Venturina solo qualche giorno. Almeno secondo quanto riferito dal presidente Mauro Andreini all’assessore alle politiche sociali Alberta Ticciati.
«Ci siamo visti – ha detto l’assessore – per discutere di iniziative e percorsi d’integrazione da mettere in piedi per i richiedenti asilo che da settimane alloggiano all’ex hotel “I 5 Lecci” e alla “Rosa dei Venti”. E nell’occasione Andreini mi ha avvertito che la prefettura lo aveva contattato per invitarlo a mettere a disposizione i posti liberi nella struttura di prima accoglienza allestita alla stazione. Stando alle sue parole, questi migranti sono eritrei, e non rimarranno qui. La loro permanenza è dunque provvisoria, si fermeranno solo qualche giorno. Questo è quello che mi ha detto Andreini, la prefettura è in contatto con le associazioni che si rendono disponibili, non informano i Comuni».
La residenza nata da qualche mese alla stazione grazie alla “Homo Diogene”, ha una capienza massima di 65 persone, e dei 57 richiedenti asilo che da maggio ci vivono, sono rimasti 47, una decina di loro ha preferito andare via. I 18 posti disponibili saranno quindi in parte occupati dal gruppo di 12 eritrei.
«I ragazzi che hanno lasciato la struttura possono ovviamente farlo – ha precisato Ticciati – perché sono cittadini liberi. Il presidente Andreini ha spiegato che c’è un registro di presenze che ognuno di loro deve firmare quotidianamente, mattina e sera. Dopo tre giorni di mancata firma, perdono il diritto ai servizi di accoglienza che la residenza garantisce. E chi decide di andare via spesso non avverte, ma, ripeto, possono farlo liberamente. Probabilmente hanno deciso di allontanarsi per andare in cerca di altro, o magari di un lavoro».
I migranti eritrei sono stati sistemati nelle stanze de “I 5 Lecci”. «Sono tutti molto gentili – ha riferito Andreini – e ci hanno ringraziato per il cibo e l’accoglienza. Domani provvederemo a fornirgli qualche abito per cambiarsi. Gli ho chiesto qual è il loto progetto migratorio, che intenzioni hanno, e mi hanno detto che non vogliono fermarsi qui, c’è chi vuole raggiungere i parenti altrove. Non so quanto resteranno. Ma abbiamo già ospitato eritrei, e di solito si fermano per poco tempo».
Annalisa Mastellone
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