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Lucchini, bloccati 38 milioni di tfr
Il ministero presenta ricorso in Cassazione sul danno ambientale
PIOMBINO. L’avvocatura dello Stato ha presentato ricorso in Cassazione, atto finale nella causa per danno ambientale intentata dal ministero dell’Ambiente alla Lucchini in amministrazione straordinaria.
Atto previsto se non scontato, che però impedisce al commissario straordinario Piero Nardi l’erogazione del Tfr – una cifra intorno ai 38 milioni – ai lavoratori ex Lucchini, la metà dei quali attesa a un pediodo di forte disagio per la cassa integrazione al via dal primo luglio.
Il ricorso del ministero (che chiede 400 milioni di risarcimento) era stato bocciato dal Tribunale di Livorno in primo grado e poi, lo scorso aprile, anche in appello.
La causa era stata avviata nel 2013 dall’allora ministro Corrado Clini, con l’intento di recuperare un danno ambientale nel segno del principio “chi inquina paga”, legato alle disposizioni europee risalenti addirittura agli anni Settanta e poi recepite nel decreto Ronchi del 2006. Causa intentata un po’ in ritardo magari, considerando che a quel punto in campo era rimasta in campo solo l’amministrazione straordinaria. L’azione di fatto ha messo a rischio i diritti dei creditori privilegiati, primi fra tutti quelli dei lavoratori con il loro tfr conteggiato fino al 2007.
La sezione civile del tribunale livornese (presidente Roberto Urgese, giudice Emilia Grassi, giudice relatore Franco Pastorelli) in appello aveva respinto il ricorso sostenendo che il ministero dell’Ambiente non aveva provato «la situazione di inquinamento al momento dell’acquisto da parte della Lucchini, le concrete ulteriori attività inquinanti compiute dalla stessa e i conseguenti danni derivanti dalle stesse all’ambiente, potendo la Lucchini rispondere solo di ciò, e cioè dell’ulteriore danno provocato».
La speranza è che ora la Cassazione si esprima in tempi brevi: sull’esito finale ci sono pochi dubbi, considerando che i giudici non potranno entrare nel merito della vicenda ma solo valutare l’eventuale presenza di vizi di legittimità della sentenza d'appello.
«Purtroppo il ricorso in Cassazione – dice una nota di Fim, Fiom e Uilm – di fatto impedisce l’erogazione della passività da parte del commissario ai lavoratori Lucchini e Lucchini servizi. Stiamo lavorando con le istituzioni e incontreremo l’Inps per capire come possiamo risolvere questo problema». Un lavoro diretto a verificare la possibilità che sia l’Inps ad anticipare il tfr, per poi rivalersi sulla passività.
«L’azione dell’Avvocatura dello Stato – dice il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo – era un atto dovuto. Quel che è certo è che i soldi non ce li devono rimettere i lavoratori, ma questo atto non influirà comunque sui loro diritti».
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