Il Tirreno

«Stop alla privatizzazione delle spiagge»

«Stop alla privatizzazione delle spiagge»

Mazzantini critica la sentenza del Tar che dà il via libera al subingresso tra i concessionari

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PORTOFERRAIO. «Fa bene il Comune di Portoferraio ad appellarsi contro la sentenza del Tar a favore della possibilità del subingresso nei cosiddetti punti blu, attività che dovrebbero noleggiare sdraio ed ombrelloni in cambio di un minimo di sorveglianza e che invece troppo spesso si trasformano in una nuova occupazione delle spiagge, riducendo ancora di più l'area non a pagamento per i bagnanti e provocando una privatizzazione strisciante di un bene comune».

È questo il giudizio di Legambiente Arcipelago toscano riguardo ad un pronunciamento dei giudici amministrativi, destinato a far discutere. La stessa amministrazione comunale di Portoferraio ha ricordato come i punti blu, istituti nel 2006, erano una soluzione provvisoria.

«Siccome in Italia, e soprattutto all’Elba, niente è più eterno del provvisorio, i punti blu si sono trasformati col tempo in un diritto acquisito che troppo spesso ha provocato un’occupazione indebita di tratti di spiaggia, come dimostrano le proteste di cittadini e turisti e le multe inflitte ogni anno dalla Capitaneria di Porto – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente toscana - ed ora con la sentenza del Tar in una merce che può essere venduta. A questo si aggiunge purtroppo il pervicace tentativo di qualche comune di realizzare, con la scusa della sicurezza, punti blu anche nelle spiagge più isolate e selvagge, comprese nel Parco e nelle Zone speciali di conservazione dell'Unione europea, dove a memoria d'uomo non si ha notizia di annegamenti o richieste di aiuto per persone in pericolo».

L'esponente del direttivo nazionale del Cigno Verde conclude: «Invitiamo tutte le amministrazioni comunali a tornare al concetto originale, anche se non condiviso da Legambiente, di punto blu e a realizzare non piani spiagge comunali, ma un piano comprensoriale, magari basandosi su quelli preparati dalla Comunità montana fatti sparire o sul quello del Parco Nazionale ignorato senza risposta alcuna, che garantisca spiaggia per spiaggia la superficie minima di area davvero libera ed eviti con i fatti e il rispetto delle norme l'occupazione legale ed impropria, autorizzata o strisciante, che avviene in troppe spiagge e coste della nostra isola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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