Il presidio
Bonifica, solo un giorno per pagare
Portoferraio: arrivano i bollettini del consorzio Toscana Costa e scattano le proteste: in molti casi ci sono solo 24 ore di tempo
PORTOFERRAIO. Stanno arrivando, in questo periodo agli utenti portoferraiesi, i bollettini postali relativi alla tassa sui fossi emessi dal Consorzio di bonifica “Toscana Costa”.
E sono diversi i punti critici, come ci fanno notare alcuni utenti di Portoferraio, niente affatto chiari, proprio nel momento in cui è scoppiata la polemica in chiave regionale che ha visto l'aumento di stipendio del direttore generale dell'ente da 70mila a 94mila euro all'anno. In primo luogo la tempistica che mette limiti eccessivi.
«Mi danno soltanto ventiquattr'ore di tempo – dice un nostro lettore – per pagare quanto richiesto. E se la busta contenente il bollettino mi fosse stata consegnata in ritardo, sarei dovuto andare incontro al pagamento della mora? Mi domando: perché far arrivare la richiesta di pagamento in questo periodo, nelle immediate vicinanze con i versamenti richiesti dallo Stato per l'Imu e la Tarsi? Non poteva provvedere a spedire i tagliandi un mese prima?».
Un'altra criticità, sempre secondo alcuni utenti elbani. La ripartizione della spesa annuale degli immobili è avvenuta in base al calcolo dei benefici ricavati dall'attività consortile conteggiata sulla base di criteri che furono a suo tempo approvati dalla Comunità Montana dell'arcipelago nell'ottobre 2006, poi sottoposta annualmente all'approvazione “sic e simpliciter” del presidente della giunta regionale.
«A noi sembra che sia arrivato il momento – sottolinea un altro utente – di rivedere e aggiustare simili parametri, dal momento che è intercorso così tanto tempo. Bisogna aggiornare di quali benefici si tratta, visto che la maggior parte di questi immobili non sono fruibili e abitabili; senza contare poi i terreni che sono decisamente incolti».
Terza e ultima criticità, come ci fanno notare alcuni portoferraiesi. Esistono dei casi in cui un immobile, oppure un terreno, al catasto figura intestato non a un solo soggetto bensì a altre persone che lo hanno ereditato. E' una caratteristica dell'Elba trovarsi in tali situazioni. Se da una parte è facile individuare i proprietari, dall'altro è difficile per il Consorzio 5 di Toscana Costa procedere alla ripartizione della tassa dovuta.
E allora cosa si fa? Si individua un soggetto (su quali basi ha proceduto non è dato sapere) e fa pervenire a lui e solo a lui il bollettino di tassa. Ora, il più dei casi la tassa viene pagata e basta; ma qualche volta tra i parenti elbani non circola buona aria.
«Perché devo pagare tutto io -si domanda un terzo utente – e l'altro parente no?».
E conclude che presenterà un ricorso alla commissione tributaria provinciale, come prevede la legge. Si vedrà l'esito nel 2016.
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