Il Tirreno

Asiu, con l’ingresso in Sei scatta lo stato di agitazione

I sindacati chiedono certezze per i 40 addetti agli impianti di Ischia di Crociano mentre il resto del personale passerà automaticamente alla nuova società

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PIOMBINO. Come in tutti i comunicati che si rispettino, la notizia è in fondo. All’Asiu è stato proclamato lo stato di agitazione. Scatterà lunedì prossimo.

La decisione delle Rsu è maturata dopo le assemblee indette per l’avvio delle procedure di cessione a Sei Toscana di una parte delle attività.

Passeranno alla srl - che nei prossimi 20 anni gestirà i servizi ad Arezzo, Grosseto, Siena e in Val di Cornia, - lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti urbani. Insieme al ramo d’azienda, entreranno in Sei i 90 lavoratori addetti a questi servizi.

E’ meno scandito il percorso per la quarantina di dipendenti che rimarrebbero in quota Asiu, addetti agli impianti di Ischia di Crociano. Perchè la discarica è in esaurimento e l’operazione ex Lucchini ha da concretizzarsi.

Un rallentamento o uno stop della marcia impiantistica potrebbe riflettersi sui posti di lavoro. La preoccupazione dei sindacati e dei lavoratori nasce da qui.

L’amministratore unico, Fulvio Murzi, continua a tranquillizzare. «Prima di tutto viene la salvaguardia degli assetti occupazionali. Nessuno resterà fuori», taglia corto. Limitandosi a commentare che gli strumenti ci sono e permetteranno di condurre una trattativa capace di portare alle coperture necessarie. Tra questi, la fattibilità del subentro di Asiu nella concessione della discarica Lucchini «con esiti positivi per entrambe le parti», per usare le parole di Murzi.

I sindacati insistono sulle garanzie. Hanno preso atto della comunicazione ufficiale degli elementi assicurati da cedente e cessionaria. A partire dalla conferma del passaggio diretto e immediato a Sei, del personale extra impianti. Che manterrà la salvaguardia delle condizioni contrattuali, collettive e individuali, compresa l'applicazione del contratto di lavoro nazionale di Federambiente.

«La definizione del perimetro dettagliato del personale interessato al trasferimento sarà oggetto di confronto tra le aziende e le Rsu nel corso del tavolo di imminente apertura. E' ora giunto il momento, altrettanto importante, di dare concretezza alle garanzie espresse dalle amministrazioni comunali rispetto alle prospettive dei dipendenti non interessati dal passaggio che saranno dedicati alle attività ambientali e di trattamento rifiuti collegate», si legge nella nota. Dove si esprime soddisfazione per l’immediata disponibilità mostrata dai sindaci dei Comuni proprietari di Asiu all’organizzazione dell'incontro fissato per lunedì.

Su questo argomento le rappresentanze sindacali dicono semplicemente «che devono essere sottoscritti impegni vincolanti per le amministrazioni proprietarie tali da garantire pari prospettive occupazionali per tutti i lavoratori, a prescindere dal loro passaggio o meno in Sei».

La proclamazione dello stato di agitazione va letta in questo contesto. Per assicurare la massima attenzione sulla tutela di tutti, l’assemblea ha condiviso la proposta di passare allo stato di agitazione da lunedì fino all’ottenimento delle garanzie contrattuali necessarie.

Un gruppo di dipendenti, nel frattempo, si è organizzato in un comitato e si è riunito anche per conto proprio. Si tratta in buona parte di dirigenti e quadri aziendali. La novità viene letta da alcuni come un’azione di disturbo ingiustificato dell’attività sindacale. Da altri come un modo per andare più incisivamente verso la soluzione del problema.

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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