Il presidio
Docenti e personale Ata: "Blocchiamo gli scrutini"
Cento firme di protesta contro la riforma della scuola
PIOMBINO. Sono cento tra collaboratori e amministrativi Ata, docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria del secondo circolo didattico, dirigente scolastico e direttore dei servizi amministrativi.
Annunciano che aderiranno al blocco degli scrutini «e a tutte le forme di protesta» contro il ddl “La buona scuola”. Esprimono «profondo dissenso» verso questa riforma «che rischia di peggiorare la qualità della scuola pubblica. Riteniamo particolarmente gravi e inaccettabili alcuni aspetti, pertanto respingiamo il ddl in quanto stravolge la visione educativa e collegiale presente finora, per imporre una visione verticistica e aziendalistica della scuola. Rifiutiamo il disvalore dell’autoritarismo del dirigente e affermiamo il valore della collegialità e condivisione nella gestione della scuola».
I cento firmatari chiedono «l’abolizione degli ambiti territoriali in quanto lesivi dei diritti acquisiti dai docenti in anni di lavoro e il mantenimento delle graduatorie che permettono un obiettivo e trasparente modo di procedere; l’ immediato rinnovo del contratto nazionale ormai scaduto da sei anni, al fine di garantire una dignitosa e adeguata retribuzione.; l’assunzione dei precari storici con un piano pluriennale, senza fare distinzioni, scegliendoli da graduatorie di merito e non da albi; la non assegnazione di deleghe al governo in materia di legislazione scolastica in quanto verrebbe meno il necessario dialogo parlamentare che potrebbe portare al miglioramento degli atti legislativi; la ridefinizione del Comitato di valutazione dei docenti; la regolamentazione dell’ingresso dei privati nella scuola senza interferenze nella didattica e nelle scelte operate dalla scuola; la rivalutazione della categoria docente e Ata che, al contrario di quanto avviene nella politica, è stata selezionata per merito e si è formata sul campo dopo decenni di insegnamento e di lavoro in scuole di ogni ordine e grado».
«Per questi motivi - concludono - i lavoratori del 2º Circolo aderiscono al blocco degli scrutini e a tutte le altre forme di protesta».
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