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«L’intesa farà ripartire la città»
Giuliani: confronto difficile ma abbiamo trovato un punto di equilibrio
PIOMBINO. La tre giorni di trattative ha segnato un punto importante per la ripartenza dell’attività industriale, e i protagonisti della maratona esprimono giudizi solo moderatamente soddisfatti, consapevoli di quanto ancora resta da fare per veder davvero ripartire le acciaierie.
Fim, Fiom e Uilm comunque sono ovviamente convinte di aver fatto il miglior accordo possibile in questo momento, dopo aver vissuto anni di buio e incertezze, mentre la proprietà forse pensava di poter ottenere di più al tavolo governativo, al netto dell’accordo sugli integrativi, ma con Farid Tidjani ora pensa solo al futuro: «Saranno tre anni difficilissimi».
Il sindaco Massimo Giuliani spiega il ruolo delle istituzioni nella trattativa: «Siamo intervenuti in appoggio al governo – racconta – e abbiamo fatto un’opera di raccordo tra le proposte, in un confronto difficile in cui ognuna delle due parti, ha svolto il proprio ruolo. I sindacati alla ricerca di garanzie certe per i lavoratori dal punto di vista contrattuale, Cevital con l’obiettivo di costruire un’azienda con criteri completamente nuovi e con l’esigenza di riconquistare una parte di mercato perso».
«La nostra funzione – prosegue il sindaco – è stata pertanto quella di aiutare a trovare una mediazione e un equilibrio, e alla fine l’accordo è stato trovato e verrà definito e concluso mercoledì prossimo a Piombino, sede proposta dal governo e da alcuni sindacati. Una scelta che consideriamo molto importante, anche come riconoscimento del ruolo che il Comune ha avuto nella definizione della vicenda».
La Regione invece, sempre al tavolo con Gianfranco Simoncini, riferisce di aver ricevuto una lettera da Issad Rebrab e Farid Tidjani, «solo poche righe ma con i loro più sentiti ringraziamenti all’attuale presidente della Regione per il suo decisivo intervento, insieme a quello del Governo, per il rilancio del polo di Piombino».
Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, sostiene che l’accordo «è uno strumento che garantirà a tutti i lavoratori ex Lucchini salari e diritti. Del resto avevamo subito avvertito la proprietà che nella nostra rivendicazione c’erano dei beni indisponibili», con riferimento agli scatti. «Apprezzo lo sforzo che ha fatto l’azienda - prosegue Gabrielli – per far ripartire il territorio, i contenuti dell’intesa confermano quello che il sindacato ha sempre detto, e cioè che non avremmo mai lasciato soli i lavoratori».
«Questo è un accordo che farà ripartire Piombino – sottolinea Fausto Fagioli, segretario della Fim-Cisl – Dopo tanti anni di sofferenza abbiamo finalmente il mezzo per rilanciare le acciaierie. Il lavoro ha finalmente sortito i suoi frutti, abbiamo garantito occupazione a tutti i dipendenti ex Lucchini, sono stati raggiunti risultati importanti sul salario di secondo livello. Ora però bisogna ripartire alla svelta per dare una prospettiva anche all’indotto».
Lorenzo Fusco, coordinatore delle rsu Uilm, spiega che «non si tratta di una vittoria perché c’è ancora tanto da fare. Se è vero che abbiamo lasciato qualcosa sul tavolo, è vero anche che sono state gettate le basi per recuperare parti del salariodi secondo livello quando l’azienda inizierà a fare utili».
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