Il Tirreno

Bellini, rifatto il traghetto in linea su Rio Marina

di Antonella Danesi

La compagnia Toremar ha inaugurato la nave uscita in questi giorni dal cantiere Ristrutturati gli interni, garage e motori. Ed è disponibile la connessione wi-fi

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PORTOFERRAIO. Con il refitting del Giovanni Bellini, Toremar ha completato lo sforzo di rigenerazione della flotta.

La motonave fresca di restauro è stata presentata alla stampa e alla cittadinanza ieri mattina e a partire dal 30 maggio andrà in linea per coprire la tratta Piombino-Rio Marina. «Con questa nave completiamo il processo di ristrutturazione e ammodernamento iniziato tre anni fa - ha commentato il presidente Toremar Stelio Montomoli – la flotta non è più quella che avevamo preso. Oggi vanta standard tra i migliori a livello mondiale. E le innovazioni non finiscono qui. Ogni giorno ci sarà qualcosa di nuovo e noi saremo attenti al nuovo. A noi non interessava servire bene solo Portoferraio ma tutta l’Elba e con il Bellini un segnale in questa direzione pensiamo di averlo dato».

La nave, 1573 tonnellate di stazza lorda, 64.30 metri di lunghezza, è in grado di trasportare 690 passeggeri e 57 auto. Il refitting ha coinvolto le aree pubbliche e quelle dell’equipaggio. Dopo la Marmorica, inaugurata due mesi fa, la Bellini è la seconda smart ferry d’Italia. Anche qui i passeggeri potranno usufruire del servizio wi-fi.

E’ stato installato un totem multimediale, con la creazione di un social corner nel segno della connessione e collegato a tutti i social network, insieme ad un totem caricabatterie. E’ stato effettuato una riqualificazione dei ponti di sbalzo per il trasporto degli autoveicoli. I car deck riprogettati, ampliando le corsie auto per rendere più confortevole l’accesso e più agevoli le manovre.

I motori principali sono stati completamente revisionati e testati, e installati automatismi di controllo. Inoltre i tre diesel generatori di energia elettrica sono stati sostituiti con tre nuovi gruppi completi con motori Diesel Doosn e alternatori Mecc Alte. Controlli accurati sono stati effettuati sulle eliche e sui timoni e, dove si è reso necessario, sono stati fatti interventi per riparazioni e rinnovi.

La compagnia ha ritenuto opportuno intervenire attraverso un processo di Hydroblasting, per il rinnovo e l’ammodernamento dello scafo e tutte le strutture resistenti sono state sottoposte ad un trattamento protettivo garantito (2000 metri quadri di superficie sono stati trattati con tre mani di pittura protettiva).

«E’ un cerchio che si chiude, anche se si può sempre allargare e migliorare – ha commentato l’amministratore delegato di Toremar, Achille Onorato – e ci saranno altre sorprese nel futuro. Si chiude intanto la prima fase, quella del riammodernamento della flotta per renderla un fiore all’occhiello su tutto il corto raggio non solo italiano perché una flotta così giovane e all’avanguardia non esiste. Tre anni fa avevo definito Toremar una “Ferrari con le ruote sgonfie”. Oggi posso dire che le ruote sono state tutte gonfiate. Tutto questo grazie ad un investimento di oltre 20 milioni di euro ed un costante dialogo con i territori, nel pieno rispetto del contratto con la Regione Toscana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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