Il Tirreno

Tribunale, la riapertura è solo parziale

di Antonella Danesi
Tribunale, la riapertura è solo parziale

La protesta degli avvocati elbani: quasi tutte le cause civili e penali continuano ad essere dibattute a Livorno

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PORTOFERRAIO. Avvocati elbani di nuovo sul piede di guerra per il tribunale elbano. La sezione distaccata di via Guerrazzi a Portoferraio è stata riaperta a settembre 2014 e la sua chiusura definitiva è stabilita per il 31 dicembre 2016: gli avvocati sono decisi a dare battaglia per una situazione che diventa sempre più incerta.

Oltre alla già prevista soppressione della sezione nel giro di pochi mesi, gli avvocati dell’isola lamentano la parzialità e l’insufficienza dell’attuale apertura concessa temporaneamente per alcune sezioni distaccate, all’Elba e nelle isole di Ischia e nelle Eolie, visto che manca il personale addetto ai servizi e alla cancelleria.

In questi mesi di riapertura sono state iscritte al ruolo al Tribunale portoferraiese solo poche decine di cause civili, mentre sono decine alla settimana quelle che vengono discusse alla sezione centrale di Livorno (circa 800 in tutto quelle iniziate prima del settembre 2014 che sono state trasferite oltre canale).

Dalla riapertura della sezione del tribunale a Portoferraio la prima causa penale sarà discussa a giugno, mentre quelle dibattute a Livorno sono circa 300. «Il primo problema che si pone è proprio di carattere generale – dice Paolo Di Tursi, il presidente dell’associazione forense che riunisce le toghe elbane – con la soppressione della sezione distaccata del tribunale a dicembre 2016. Alla luce di questo è chiaro che se nell’arco di qualche mese non ci sarà un provvedimento di stabilizzazione, tempo e soldi dei contribuenti saranno stati gettati al vento».

Il secondo problema è quello relativo al funzionamento della sede distaccata e dell’ufficio del giudice di pace «in mancanza di un numero minimo ed indispensabile di unità di personale di cancelleria», visto che continuano ad essere trattati a Livorno i procedimenti civili e penali provenienti dalla sede distaccata dell’Isola d’Elba. Secondo gli avvocati elbani «si è determinata una grave situazione di “denegata giustizia” per i cittadini elbani, con una lesione del diritto di accesso alla giustizia, e quindi un attentato alle libertà e alla democrazia che mina alle fondamenta il sistema di garanzie costituzionali del paese». Solo con un provvedimento di stabilizzazione della sede elbana (che scongiurerà la chiusura nel 2016), i procedimenti avviati e attualmente dibattuti a Livorno potranno tornare all’Elba. E così la sede distaccata, per la quale si sono battute le istituzioni, gli avvocati e la popolazione elbana, potrà riacquistare una volta per tutte la sua piena funzionalità.

Per questo gli avvocati si preparano ad iniziative condivise, peraltro, con i colleghi delle altre isole che si trovano ad affrontare lo stesso problema. «Contro questa graduale quanto illogica rottamazione della nostra giustizia - annuncia Di Tursi – abbiamo indetto per il 25 maggio una giornata di astensione dalle udienze, convocandoci a Roma alle 11 per la prima assemblea generale unitaria con le altre due associazioni forensi di Ischia e dell’arcipelago delle Eolie per una manifestazione all’esterno del palazzo del Ministero di Giustizia». Ci saranno anche i sindaci di Ischia e delle isole Eolie. Mentre quelli elbani contattati dall’associazione forense non hanno ancora dato risposte sulla loro eventuale partecipazione. «Come associazione forense – precisa Di Tursi – oltre ai sindaci abbiamo invitato anche le associazioni di categoria a partecipare sia all’assemblea che alla manifestazione, per la tutela dei diritti fondamentali della nostra comunità isolana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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