Il Tirreno

No all'accoglienza ai profughi, Coluccia contro i sindaci elbani

Alcuni profughi accolti a Campiglia (foto Paolo Barlettani)
◗
Alcuni profughi accolti a Campiglia (foto Paolo Barlettani)

L'esponente Pd: "Comportamenti populisti dai primi cittadini". Ma Simoni: "Non siamo neanche in grado di aiutare gli elbani in difficoltà" 

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «Rifiutano di accogliere profughi o rifugiati, con motivazioni populiste e in qualche caso razziste». È un’accusa durissima quella che Pino Coluccia, capogruppo di minoranza a Rio nell’Elba e storico esponente del Pd elbano, rivolge agli otto sindaci dell’Isola d’Elba.

Nel mirino di Coluccia la chiusura dei primi cittadini alle richieste, arrivate dalla Prefettura, per l’accoglienza dei profughi sbarcati in Italia dal continente africano. I sindaci hanno giustificato l’indisponibilità a mettere in campo misure di accoglienza con la scarsità di alloggi disponibili e altri problemi di natura logistica. «Questa non può essere e non è la cultura civile, solidaristica, democratica e umanitaria delle comunità elbane – attacca l’esponente Pd – è una cultura oscurantista che vuol alimentare chiusure egoistiche e paure infondate».
Secondo l’esponente del Pd alcuni dei sindaci, essendo candidati alle prossime regionali o schierati con forze del centro destra o leghiste, «temono elettoralmente una posizione di disponibilità all’accoglienza – spiega – e, contraddicendo il ruolo istituzionale che ricoprono, preferiscono adeguarsi al “clima di guerra” ai migranti che minaccerebbero, una volta la nostra integrità territoriale, un'altra la nostra economia turistica, un'altra la salute, fino a sottrarre risorse ai nostri "poveri". Intanto c’é da precisare che la richiesta e l'accoglimento dovrebbe interessare o profughi o rifugiati e non solo semplici migranti. Sono termini che rappresentano situazioni diverse».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11412210:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/05/13/news/i-sindaci-dell-elba-dicono-no-ai-profughi-1.11412210]]

Coluccia invita inoltre i sindaci a non a considerare i distinguo tra le figure dei profughi o rifugiati, oggetto delle richieste della Prefettura, da quella di semplici migranti. «Non dimentichiamo che anche gli elbani, nella propria recente storia sono stati interessati da questi fenomeni: quanti di essi sono stati rifugiati o profughi, durante la seconda guerra mondiale ed il ventennio Fascista, anche verso la vicina Corsica, per sfuggire a persecuzioni e violenze».

Immediata, su Facebook, la replica di uno dei sindaci tirati in ballo. «Senza farla tanto lunga – ha scritto il primo cittadino di Porto Azzurro, Luca Simoni – tutti i giorni ricevo qualche mio concittadino che non sa più come fare con la casa, il lavoro, i soldi, il mangiare e il vestire per i figli. Caro Coluccia, quando lo Stato ed il Governo mi metteranno nelle condizioni di poter dire a un mio concittadino “non ti preoccupare, vai in quell'albergo che paghiamo tutto noi” allora cambierò idea. Non sono in campagna elettorale e accetto anche le critiche, ma vorrei delle risposte ai problemi, ai disagi e alla povertà degli elbani, dei toscani e di tutti gli italiani».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web