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Integrativi, in marcia verso la chiusura
I sindacati lavorano su scatti, premio e maggiorazioni: firma il 21 se si troverà un’intesa che irrobustisca i salari
PIOMBINO. Sono tre gli elementi su cui si gioca la trattativa tra sindacati e Cevital per trovare un’intesa sui contratti integrativi: scatti d’anzianità, maggiorazioni e premio di produzione. Tutto ciò considerando che sulle questioni della mensa, della cassa mutua e probabilmente dei trasporti, da parte della società algerina sembra esserci più di un’apertura.
I sindacati sono in silenzio stampa, non hanno partecipato alla presentazione del Piano giovedì scorso ma hanno già avuto modo di conoscerne il contenuto, e proseguono il loro lavoro in una trattativa a fari spenti ma che molte fonti ritengono avviata alla chiusura.
Il perché è presto detto: col via libera politico al Piano industriale da parte del ministero dello Sviluppo economico, anche se resta ovviamente l’aspetto formale dell’ok del Comitato di sorveglianza, la palla – o il cerino a seconda dei punti di vista – è rimasta in mano ai sindacati. Cioè, se in sostanza il Piano nella sua forma definitiva ha ricevuto il placet di Governo e istituzioni locali, Fim, Fiom e Uilm hanno pochissimi giorni per trovare un accordo, anche per gli scarsi strumenti di cui dispongono per forzare la trattativa.
Nei sindacati, pur con vari distinguo, c’è la convinzione non solo che è importante chiudere per dare il via a progetti e a prospettive in grado di coinvolgere anche l’indotto, ma pure che in questa fase per i lavoratori (quelli Lucchini ma specialmente quelli delle imprese, senza tutele, che aspettano l’inizio dei progetti Cevital per avere un orizzonte) sarebbe difficilmente comprensibile una rottura e un allungamento ulteriore dei tempi.
Su questo aspetto puntano Cevital, che fa intendere di voler partire con i suoi progetti dal primo giugno firmando quindi il contratto definitivo entro la fine di questo mese, e il Governo (centrale, regionale e locale), considerando che le elezioni sono alle porte.
Allora varie indiscrezioni portano a individuare la data di giovedì prossimo 21 maggio, con l’appuntamento al Mise per la presentazione ufficiale del Piano, come quella in cui si arriverà alla firma di un accordo da sottoporre poi al voto dei lavoratori.
Per questo i sindacati lavorano per arrivare al 21 evitando il rischio di trovarsi di fronte a un prendere o lasciare in sede ministeriale, ma con un’intesa di fondo con l’azienda – magari migliorabile al Mise – pur consapevoli che ottenere l’ok algerino sui tre temi sopracitati (scatti, maggiorazioni, premio di produzione) non sarà semplice. Nell’atteggiamento di Cevital certo potranno pesare i risultati del lavoro per ottenere un costo sull’energia competitivo, che sembra vicino a una soluzione positiva.
Fim, Fiom e Uilm, per arrivare a un accordo accettabile per i lavoratori, non sembrano disponibili però a rinunciare a un risultato sugli integrativi che abbia peso su un salario asciugato altrimenti dall’applicazione pura e semplice del contratto nazionale, pur rafforzato da mensa, cassa mutua e trasporti. Qui si giocherà la partita: scatti e maggiorazioni possono avere un valore simile ma non la stessa platea, considerando il migliaio di lavoratori in cassa integrazione con l’amministrazione straordinaria, problema che investirebbe anche il premio di produzione.
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